Questioni di scelte?

Domenica, il tempo non è mai dei migliori durante Dicembre e di certo nessuno può obbligarci ad uscire dal letto. Spesso siamo campioni, campioni nel scegliere se decidere o meno di prendere una posizione: uscire dal letto, andare a vedere una mostra o passare l’intera giornata su Facebook? (fino a quando leggete la nostra redazione, nulla in contrario, anzi!) Continue reading “Questioni di scelte?”

México y su Cuarta Transformación

El pasado primero de julio hubo una elección histórica en México. Con 53 millones de votos, Andrés Manuel López Obrador (AMLO) se convirtió en el presidente electo con más votos en la historia del país. [1] Este nuevo gobierno promete poner fin al modelo neoliberal que prevalecía desde 1988. Tras años de corrupción generalizada, impunidad total, y gran crecimiento de la violencia e inseguridad en el país, la sociedad y su inmensa frustración pidió un cambio radical.

El pasado primero de diciembre fue la toma de protesta del presidente de México, el primero de un movimiento de izquierda, en un día que fue de fiesta y jolgorio para algunos, y de preocupación para otros. En medio del triunfo histórico, el país se divide cada vez más, y la ciudadanía polarizada difiere mucho sobre la manera de actuar del nuevo presidente. Dice Sergio Aguayo que “para algunos es heraldo llegado del paraíso, para otros, mensajero del averno.”[2] Continue reading “México y su Cuarta Transformación”

20 piccoli indiani

Persone con grandi problemi irrisolti, vengono invitate e riunite in un luogo isolato e dovranno fare i conti con i loro peccati. Non finisce bene. L’orrenda sinossi si adatta in maniera più o meno accurata a due gialli. “And then there were none” del 1939 di Agatha Christie (noto in Italia come “10 piccoli indiani”) e il più modesto “G20 2018: Buenos Aires”. Gli onori di casa in quest’ultimo li fa il presidente argentino Mauricio Macri, che in tempi non sospetti definì l’evento come “Il più importante della storia argentina” (sottovalutando clamorosamente la fantasia del suo popolo). L’importanza del G20 sta nel riunire annualmente le più alte cariche dello stato delle 19 maggiori economie mondiali e una rappresentanza dell’Unione Europea. Se il nostro G20 fosse realmente un giallo, il presidente Macri avrebbe buone ragioni di essere il nostro assassino. La sua presidenza nasce sotto una buona stella con proclami di apertura al mondo, prospettive future di crescita e relativa serenità per l’Argentina oltre all’assegnazione dell’evento G20 utile per promuovere il nuovo corso del paese. L’avvento del 2018 sembra aver portato una serie di cataclismi frutto di congiunture sfortunate, e il governo di Macri infila un “triplete” costituito da crisi del Peso argentino di fine agosto (che ha visto la moneta svalutata del 50%), il fallimento delle trattative sul trattato di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur (anche a causa dell’elezione in Brasile di Bolsonaro che lo avversa), accordo che Macri avrebbe voluto annunciare proprio in occasione dell’evento e che avrebbe rappresentato il grimaldello per l’entrata in mercati redditizi, e infine la brutta vicenda riguardante i tifosi di Boca Junior e River Plate allo stadio Monumental, che ha fatto sì che i riflettori su Buenos Aires si accendessero ben prima di quanto auspicato dalla Casa Rosada e per i motivi sbagliati. Continue reading “20 piccoli indiani”