Tag: USA

A love letter to Bernie Sanders

“I’m Running”.

Due parole sono bastate a Bernie Sanders per annunciare la campagna presidenziale del 2020 e scatenare il panico tra i Millennials americani. Per chi non avesse mai sentito il nome di questo signore, farò un breve excursus storico sulla vita del futuro candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Continue reading “A love letter to Bernie Sanders”

Nucleare e Caffè

Esattamente una settimana fa, più precisamente mercoledì 27 febbraio, procedevano in Vietnam, più precisamente nella capitale Hanoi, i preparativi per il secondo summit tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nord-coreano Kim Jong-un. Le aspettative erano delle più rosee, tant’è che Mr. Trump affermava che l’incontro al Metropole Hotel di mercoledì aveva il potenziale di portare ad un awesome accordo. Basandoci sul passato summit e sulla politica estera del Presidente, avrebbe detto che l’incontro è sarebbe bene anche se Kim avesse dichiarato di avere intenzione di lanciare una bomba ad idrogeno al centro del Texas. Per le problematiche interne alla sua amministrazione e il suo carattere enfatico, alla Casa Bianca si temeva seriamente potessero esserci troppe concessioni verso il dittatore asiatico su molti fronti, minando ancora di più il potere degli Stati Uniti verso il Nord Corea.
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This is a man’s world: Vox mulierum

Immaginate di avere un dispositivo al polso che, al raggiungimento di 100 parole pronunciate in una giornata, vi rilascia una scarica di elettricità in tutto il corpo, capace di immobilizzarvi e mettervi fuori uso; immaginate poi di non poter più lavorare, né studiare, né svolgere qualsiasi altra attività che non riguardi le attività domestiche e la cura della famiglia: tutto questo soltanto se siete donne. Continue reading “This is a man’s world: Vox mulierum”

Dimenticando Auschwitz

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Ancora ricordo quello stagno. Mi ricordo di quando gli ho scattato una foto. E ricordo che mi era stato detto solo un momento prima che loro gettavano le ceneri in stagni come questo, nella terra intorno Oświęcim. Era una tranquilla e soleggiata mattina d’agosto sei anni fa ad Auschwitz-Birkenau. Ero con un gruppo di giovani tedeschi, studenti liceali e universitari, accompagnati da una donna bielorussa, che era sopravvissuta ai campi della morte da bambina, e lo staff di un sito commemorativo tedesco. Il giorno prima eravamo stati in quello che è chiamato “Stammlager”, o Auschwitz I, il primo campo ad essere costruito lì nel maggio 1940. Era più piccolo, e affollato. Siamo passati attraverso la famigerata porta con la frase “Arbeit macht Frei”. I campi erano pieni di gruppi di turisti, e sembrava più un’attrazione turistica che un luogo di commemorazione. Le persone non aiutavano: puoi fare foto quasi ovunque ad Auschwitz – tranne che nella camera a gas ricostruita, di fronte alla quale un cartello chiede di non fare fotografie per rispetto nei confronti dei molti che sono morti in queste stanze. Questo non ha fermato i flash mentre camminavamo. Certo, ci sono nonostante ciò immagini che non posso dimenticare di quel giorno. Nella mostra israeliana, il grande Libro dei Nomi pendeva dal soffitto, contenente 4.2 milioni di nomi. I mucchi di valigie su cui le persone avevano scritto il loro nome, che aspettavano di ritornare indietro. Ho riconosciuto un indirizzo familiare – c’era sopra la strada della mia scuola elementare, ad Amburgo. Altri mucchi: occhiali, cucchiai, scarpe ed infine: capelli. Continue reading “Dimenticando Auschwitz”

Ritorni di fiamma

Il recente annuncio del ritiro degli USA dal trattato INF (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty) ha destato un certo grado di scalpore a livello internazionale, sia per il complesso ventaglio di problematiche che porta con sé, sia per il fatto di suonare quasi anacronistico nel riportare alla mente l’immaginario bipolare del secolo scorso. La Russia di Putin ha prontamente risposto, nel giro di ventiquattr’ore, annunciando di ritirarsi a sua volta dal trattato in questione, aprendo di fatto la strada a pericolosi sviluppi e sancendo la fine di un periodo di generale equilibrio nella regolazione degli arsenali nucleari che risale agli anni ’60.
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