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Un messaggio ovale

Hai dieci minuti. Scegli che cosa dire a tutto il tuo Paese, ad un’intera Nazione. Puoi scegliere di mandare un messaggio di qualsiasi tipo, di parlare di qualsiasi cosa: tutti coloro sintonizzati sulla televisione potranno vederti, a prescindere dal canale sul quale si trovano. Hai modo di entrare nelle case delle persone in un modo intimo, colloquiale e vicino a chi in verità si trova più lontano. Ma tutte quelle persone in realtà si sentono di entrare un po’ anche nella tua vita privata. Sei nel tuo ufficio, nell’ufficio dove lavori ogni giorno per il bene di ogni cittadino, in un luogo che è considerabile tuo solamente ma che oggi viene messo lì per tutti. La stanza dell’uomo a capo della Nazione più potente al mondo aperta a tutti, come se tutti ci potessero entrare senza neanche bussare, con le foto di famiglia sullo sfondo. Non ci può essere modo migliore per stabilire un colloquio, uno scambio di informazioni di estrema rilevanza che serve ad avvertire e tranquillizzare tutti: c’è un’emergenza ma ci sono qui io per voi a risolverla. Ma se fossi io l’emergenza?

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Salvate il soldato Rufold (My Deer Love)

Se ci dicessero di pensare ad un oggetto, un animale, qualcuno o qualcosa che possa rappresentare il Natale ci passerebbero per la testa tante figure che sono diventate naturali simboli tradizionali, religiosi e non, ormai parte dell’immaginario collettivo. Dal secondo dopo guerra gli americani hanno importato in Italia una serie di particolari abitudini e tradizioni che la penisola e un po’ tutta l’Europa hanno accolto a braccia aperte. Una di queste è la figura della renna (in inglese reindeer) o caribù, animale della specie dei cervidi, cugino del noto e comune cervo. I cervidi sono notoriamente preziosi per il loro valore naturale ma lo sono stati per tanto tempo anche per via del valore intrinseco della pelle e delle corna.

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Vota Nike, compra Trump

Michael Jordan è il più grande cestista di tutti i tempi, tra i più grandi atleti della storia e un uomo molto ricco. La sua carriera sportiva si può definire leggendaria e un famosissimo marchio (Nike Air Jordan) porta il suo nome e vende per centinaia e centinaia di milioni di dollari ogni anno. Jordan è amato ovunque ma una recriminazione gli è stata mossa dalla sua comunità durante i suoi anni di attività: l’ambiguità mostrata ogni qual volta una presa di posizione politica gli fosse richiesta. A Jordan è attribuita una famosa frase che recita “Republicans buy shoes too” (“Anche i repubblicani comprano scarpe”), frase che avrebbe pronunciato in seguito all’accusa di non esporsi in materia di diritti civili. Sull’effettiva veridicità della frase non abbiamo prove, sul comportamento titubante di Jordan sì, che va tuttavia compreso e contestualizzato. L’America di metà anni ’90 è molto diversa da quella attuale, non vive di tensioni quotidiane, ma si è affermata da poco come unica vera potenza mondiale. Jordan è diventato più importante della lega in cui gioca ed è costantemente sottoposto a enormi pressioni che lo porteranno anche a un temporaneo ritiro. Il campione si comporta quindi da aziendalista e difende il suo contratto miliardario con Nike. Del resto, certe obiezioni non sarebbero state comprese, e i tempi del boicottaggio olimpico di Muhammad Ali e dei pugni alzati di John Carlos e Tommie Smith sul podio di Città del Messico sono ormai lontani. Mai avrebbe immaginato gli eventi degli anni a venire, l’elezione del primo presidente nero e la presidenza di Donald Trump, che avrebbe riportato a galla temi da anni sopiti. Continue reading “Vota Nike, compra Trump”

In mezzo a quei disastri e quegli orrori, la vita continua, purtroppo

156 pagine, 43 racconti – nel senso più puro del termine – in cui Gino Strada raccoglie… Cosa raccoglie, cosa racconta? Racconta di un mondo che sembra fantasia, di un mondo che non può e non deve esistere, reso ancor più surreale da una narrazione semplice, diretta, estremamente umana.

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