Tag: Racconto breve

Le belve degli Aurunci #1

Era una soleggiata giornata di fine maggio ed erano tutti euforici per la notizia della ritirata tedesca dopo lo sfondamento della Gustav. Mi precipitai a casa dei miei dirimpettai assieme alle mie sorelle Elide e Francesca, lì ci aspettavano Mario e Silvia per andare a giocare. C’era la guerra ed eravamo poveri, il pallone sembrava un miraggio… Ci saremmo arrangiati giocando a campana fino a mezzogiorno, perché i nonni ci aspettavano a casa per pranzo. Un bel brodo di gallina per festeggiare la fine della guerra, che pensavamo fosse ormai alle porte. Continue reading “Le belve degli Aurunci #1”

Le belve degli Aurunci #2

Quando mi risvegliai avevo freddo, ero qualche metro più in là, coperto di sangue e lasciato a faccia in giù. Mi voltai, Elide in piedi singhiozzante, tenuta per il collo, era stata messa in fila per il suo turno… Francesca era sempre a terra, non aveva più forza per gridare, aveva finito persino le lacrime. Ai primi sei se ne erano sostituiti altri cinque e poi altri sei ancora. Continue reading “Le belve degli Aurunci #2”

Non condivido, né giustifico: ma purtroppo comprendo

Il locale della stazione è pieno: dopotutto è l’ora di punta. Un brulicare indistinto invade lo starlounge. Vago con lo sguardo, alla ricerca di un tavolino completamente libero, ma niente. Allora scelgo il più vicino: ci sono due uomini e un posto vuoto.
  «È libero?»
 «Sì, prego.» Il cameriere, con le sue decine di occhi incastonati nel cranio, mi individua celermente. In questo, bisogna riconoscerlo, sono di gran lunga superiori a quelli umani. Gli chiedo una tazzina di starcoffee: annuisce e striscia in direzione della cucina. Continue reading “Non condivido, né giustifico: ma purtroppo comprendo”

Mancanza

Aveva appena concluso il suo discorso davanti a quelle persone. Aveva visto pochi occhi davvero attenti, altri molto scettici, altri ancora neppure interessati, chini sui telefoni o girati verso le vetrate per assicurarsi di non invecchiare il tempo di una breve presentazione. Aveva guardato un paio di occhi innocentemente distratti e dannatamente incuriositi che l’avevano riportata nel passato e forse per quello aveva iniziato a parlare di felicità alla presentazione del suo ennesimo libro scritto in qualche notte, anche se i personaggi dei suoi libri erano tutti destinati a morire e di certo non con un qualche prototipo di felicità accanto, il tutto per un suo puro divertimento letterario e un pizzico di vendetta generale. Continue reading “Mancanza”