Tag: Poesia d’amore

Golfo

Nel mediano del Golfo che divide
In due discendenti lingue di terra
Dal mio petto le braccia ti cingono,
creatura dall’indole di mare

E nel farlo, divento un tutt’uno
alla città fusa all’Elemento,
La calura dei corpi che fondono
Spegne il gelo portato dal vento.

Le inquiete paure per cui tremi,
Vanno via con le onde increspate
Su un mozzo a mollo con i remi,
In porto dopo le fredde nottate
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Come despota e schiavo

Ero quel bicchiere di plastica
Lasciato solo
Contro il vento,
E tu quel goccio d’acqua
Che bilancia
E lo fa rimanere erto.
Non ho ossa davanti al cuore
Ne che proteggono il cervello,
Così quel che sento
-Che sia amore o nulla di bello-
È sempre esposto alle intemperie,
Scoperto.
Vorrei abdicare la mia facoltà
Di sognare,
Quest’esasperata voglia
Di essere più della realtà,
E sopra
Volerci volare.
Ma in questo mondo sono nessuno,
E Come tutti i nessuno
Nessuno è come me.
Di questo vuoto di cui mi circondo
Esserne il re.
Ed infatti senza fatica alcuna
Eccomi con questo inutile potere,
Mi troverai con lo scettro sulla Luna
Come despota e schiavo
Al principio di tutte le sere.
Ora
Anche l’ultimo sorso è andato via
E sono facile vittima del vento,
Che mi trasporta per la sua scia
Causata dal mio stesso lamento.

Manuel Torre

In nave

Come goccia di correttore sulla carta carbone
sospesa tra il petrolio del cielo
e l’inchiostro del mare
avanza insolente lo yang nello yin
condotto da impavidi uomini
noncuranti dei mostri ascendenti dagli abissi
dell’oceano e dell’anima,
mentre noi
marinai d’acqua stagnante
chiudiamo gli occhi nel buio della stanza
aspettando l’attracco a un pensiero sereno
dal quale gridare
“Terra!” Continue reading “In nave”

Danza macabra

Appurata l’impossibilità
di prevederne la partenza
il problema principale
ora è provare a continuare a danzare.
Io non so com’è, ma so come la percepisco:
è il loto sfiorito nell’istante in cui sboccia,
è perdersi varcando la soglia di casa,
è gelarsi stesi sotto al sole,
è lo stridio che scaturisce dal silenzio,
è la persistente presenza di un’assenza.
Una danza macabra
nel cimitero del mio cuore
con un blues suonato
su uno spartito di cicatrici
in sottofondo per ogni ricordo. Continue reading “Danza macabra”