Tag: Pittura

Cara Mamma Russia

Ben poco c’entra la Rivoluzione Rossa in questo contesto: qui il discorso è tutto sul personale, un viaggio dell’interiorità che, a differenza di quanto le istanze dell’epoca avevano in mente per l’arte, trova la sua strada nel contatto nuovo e trasfigurato con la tradizione, che è più forte di quanto si pensi. Ciò che i rossi vollero distruggere dello Spirito Russo vive in Kandinskij (1866-1944), slegandosi dalla vicinanza della propaganda così abbracciata da altri e che diede risultati felici nel cinema di Ejzenstein.

Kandinskij usa il colore come strada per la memoria: il più bello dei quadri legati alla tradizione, il “San Giorgio” del 1911, simbolo che ricollega al passato monarchico e cristiano del paese, è un richiamo non solo al suo ricordo del cavallino di stagno con cui giocava da piccolo. L’infanzia del pittore è collegata alla storia di una nazione, che nel rappresentare le immagini dello spirito sceglie il distacco dalla forma reale, dall’Oggetto, come affermava Kandinskij, che limita la visione interiore. Questa da collettiva diventa nazionale, mutando forma e contenuti in un processo alchemico di scomposizione della figura e la liberazione della fantasia cromatica.
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Il tradimento delle immagini

“I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliare.”

(René Magritte)

René Magritte, nato a Lessing in Belgio nel 1898, è uno dei maggiori esponenti dell’arte surrealista, movimento nato negli anni venti del novecento che indaga, rifacendosi agli studi compiuti dallo psicanalista e filosofo austriaco Sigmund Freud, in modo particolare il mondo dell’inconscio e dei sogni. Tuttavia, pur rientrando in questo gruppo di artisti, Magritte decide di prendere in considerazione la proposta surrealista da un punto di vista insolito: egli esplora e analizza i sentimenti di spaesamento dell’esistenza umana generati dai misteri del mondo della veglia  ma anche i meccanismi di convenzione e illusione che permeano e regolano la vita di tutti i giorni. Continue reading “Il tradimento delle immagini”

Edouard e la sua Parigi

Certe persone nascono postume: questo fu il destino di Edouard Manet (1832-1883), borghese altolocato, ribelle, parigino nel sangue, artista rivoluzionario che cavalcò l’onda del cambiamento sociale e artistico del secondo Ottocento francese, creando coi suoi colleghi e rivali l’Impressionismo e una nuova visione dell’arte.

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