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La Memetica Democratica

Ci troviamo spesso ad affrontare, nella nostra vita di tutti i giorni, l’incontro quotidiano con quello che è considerato il nuovo fenomeno dell’Internet e caposaldo delle nuove generazioni; la nuova stampa, la rivoluzione culturale, il ’68 del terzo millennio, ciò che probabilmente tanti anni fa Fassino definì essere senza futuro: i memes.

Molto spesso questa espressione sociale e culturale è veicolata da una semplice immagine o video rappresentante una situazione, uno stato d’animo, un personaggio noto, accompagnata da una didascalia, una frase, che può decontestualizzare l’oggetto o la situazione dell’immagine stessa per propagare un nuovo pensiero, spesso sarcastico o ironico, volto ad essere trasportato e diffuso a sua volta negli angoli più remoti della società. Non tutti i memes sopravvivono però: essi seguono un ciclo vitale che è assimilabile ad un’evoluzione darwiniana. Solo i memes che riescono a catturare l’attenzione e l’interesse della popolazione, i migliori ad adattarsi ai multivariati contesti politici e sociali, vengono di costante diffusi e condivisi per continuare la loro vita di comunicazione sociale. Tale è l’importanza della materia che si è arrivati a sviluppare anche una branca di studi, chiamata difatti memetica (lo studio dei memes). Continue reading “La Memetica Democratica”

E se i politici italiani fossero cantanti indie?

Quando sono nei corridoi della mia facoltà di Scienze Politiche spesso e volentieri mi perdo a osservare i miei coetanei, cercando di capirne i sentimenti e i pensieri. Cosa non si fa pur di non studiare, eh? Analizzandoli ho notato che sono tre i fili che muovono la grande maggior parte delle loro vite: la politica, la musica indie e gli spritz del Chiringuito. Tralasciando gli ultimi, dei quali eviterò di parlare semplicemente perché quando si ama troppo una cosa è difficile descriverla in maniera oggettiva, mi soffermerò sui primi due aspetti. Se anziché far politica facessero musica indie, chi sarebbe il corrispettivo dei principali leader italiani? Continue reading “E se i politici italiani fossero cantanti indie?”

Qual è il dramma di stare all’opposizione?

Dopo il 4 Marzo in Italia si sta vivendo un clima drammatico e colmo di difficoltà: l’elettorato scontento, esattamente più identificabile come il centro sinistra, sta passando le proprie giornate a consumare sigarette isteriche e realizzare quanto vi sia stato di sbagliato negli ultimi anni.
Dopo il governo Renzi, che in realtà possiamo definire la classica triade di sinistra Letta-Renzi-Gentiloni e che non è assolutamente una novità perché della sinistra (oserei dire quasi ancora trasformista) le coppie di tre di picche piacciono, ci prepariamo ad affrontare una rivoluzione interna che segnerà la storia.
Quello che non sto capendo e che continuo a spiegare a tutte le persone che mi chiedono un parere di un possibile scenario è che cosa vi sia di male nello stare all’opposizione. Continue reading “Qual è il dramma di stare all’opposizione?”

Qui gatta Civati

Scrivevo appena una settimana fa nell’articolo “Il Cappellaio Mattarella“: «La monocorde voce di Mattarella annuncia: “E il prossimo Presidente del Consiglio dei ministri sarà… Pippo Civati!” Applausi, qualcuno sviene, fischi da ogni fazione politica, e intanto un brusio sommesso inizia a diffondersi da Bolzano a Lampedusa: “Ma chi è Pippo Civati?”»

Eh, chi è Pippo Civati? Continue reading “Qui gatta Civati”