Tag: Democrazia

Elezioni in Afghanistan: vere elezioni?

Nel 2001 si è concluso, se così possiamo definire, il regime dei talebani in Afghanistan.
Si è andato a formare, grazie all’ultima riforma elettorale, un sistema che porta alle urne
due volte gli elettori Afgani: la prima volta durante questo week-end per eleggere la
camera bassa del parlamento e la seconda, con l’attuazione di un di un’elezione che
porterà ad eleggere il presidente nel 2019. Continue reading “Elezioni in Afghanistan: vere elezioni?”

Linguaggio osceno: come la politica dell’odio mina la democrazia

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Nel novembre 2015, quando gli europei stavano lottando con lo shock per gli attacchi terroristici islamisti nella capitale francese di Parigi, il Daily Mail, un giornale scandalistico inglese, pubblicò una vignetta in risposta agli eventi. Questa mostrava un gruppo di persone, la maggior parte delle quali chiaramente musulmane – come indicato dalle barbe degli uomini e dalle donne velate – che attraversavano il confine dell’Unione Europea. Un cartello promuoveva i confini aperti dell’UE e il libero passaggio delle persone. Ai piedi delle persone c’erano dei ratti che saltavano il confine all’ombra degli immigrati. La vignetta provocò indignazione, come era indubbiamente previsto: aveva connesso l’afflusso di centinaia di migliaia di rifugiati di guerra del Medio Oriente in Europa quell’estate con una crescente minaccia terrorista e messo sullo stesso piano alcuni di coloro che attraversavano il confine ai roditori. Forse l’artista aveva diretto tale paragone solo agli estremisti violenti, o forse no. In ogni caso, l’apparizione della vignetta calzava a pennello con un inquietante modello. Quell’aprile la controversa editorialista Katie Hopkins aveva pubblicato un pezzo d’opinione particolarmente estremo sul Sun riguardo l’argomento migranti. Parte di esso diceva:  Continue reading “Linguaggio osceno: come la politica dell’odio mina la democrazia”

Uomini e no. Italia 2018, tu da che parte stai?

Una serata arieggiata, un dibattito sulla giustizia sociale, i diritti civili e i temi che più stanno caratterizzando la scena politica italiana. Tre protagonisti di un evento organizzato dall’associazione “Doppio Ristretto” nella cornice romana dell’isola Tiberina. Marco Damilano, intellettuale di spessore, direttore dell’Espresso e autore della copertina tanto discussa “Uomini e no”. Aboubakar Soumahoro, il sindacalista dei braccianti, dei lavoratori e degli oppressi. Diego Bianchi, portatore sano di giornalismo informato e reale, il tutto condito dalla sua genialità e sferzante ironia romana.

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Trattato come un reale

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En-me-barage-si di Kish è un nome che non significherà molto per nessuno. In ogni caso questo è il nome del primo “re” mai conosciuto, il cui titolo nobiliare era “Bretwalda”, il nome anglo-sassone per “signore di Britannia”. Ma questi monarchi si trovavano all’epoca precedente ai democratici, quando i reali guidavano e prendevano decisioni riguardo la politica del paese. Come uno dei pochi rimasti, il Regno Unito agisce come forse uno dei migliori esempi dei giorni moderni, da monarchia occidentale. Ma i reali di oggi sono visti come niente di più di una serie di rappresentanti, non più responsabili di un terzo del mondo. Anche il sito della famiglia reale del Regno Unito afferma “Il Sovrano non ha più potere politico o esecutivo”. Comunque devono avere i loro impieghi o non dovrebbe esserci bisogno di altro per mantenerli. Quindi la domanda è: c’è qualche motivo per cui mantenerli?

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Burundi: referendum costituzionale e la deriva autoritaria

Nel corso della sua storia il Burundi è stato un paese martorizzato dalla lotta etnica e politica, un paese che troppe volte ha visto scorrere sulla terra il sangue di coloro che lo abitano. Dopo l’indipendenza dallo stato coloniale (Belgio), si sono susseguiti colpi di stato, atti di estrema violenza e instabilità politica. Tuttora, dopo un periodo di apparente calma all’inizio del XXI secolo, grazie anche agli accordi di pace di Arusha di cui parleremo nelle prossime righe, il paese deve nuovamente affrontare la piaga della crisi politica e sociale. Una crisi che ancora una volta ha come protagonista la guerra etnica, la corsa per il potere e l’attentato ad una democrazia che non ha fatto in tempo ad esprimersi come in molti hanno sognato e sperato.

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