Io e la Disillusione

Disillusione. Dis-illusione. Se la definissi come eliminazione dell’illusione, allora indicherei un processo: non uno stato e nemmeno un momento o una fase. Un processo teso a sgretolare la condizione iniziale di illusione sino a pervenire all’opposta condizione di dis-illusione. Concependo secondo questa impostazione il concetto di disillusione, non si può evitare di attribuire al medesimo una colorazione semantica dall’accezione positiva. Nell’istante in cui si immagina la disillusione come un processo direzionato alla condizione di dis-illusione, infatti, si sottintende – e a questo implicito pensiero, forse, tende quell’illuministico modus cogitandi acquisito e stipato nell’inconscio dell’individuo occidentale – la negatività dell’illusione, il suo non essere cosa da scegliere, ma cosa di cui liberarsi, cosa da abbandonare, ingenua infanzia oltre la quale procedere. In questo senso, allora, si comprende perché il concetto di disillusione sia così rilevante e relativo al concetto di verità: un solco ben definito del pensiero occidentale ha ampiamente contribuito a proporre, benché in contesti diversi e attraverso discorsi eterogenei, la disillusione come meta verso la quale orientare i propri sforzi: liberarsi da qualsiasi sclerosi del pensiero, spezzare qualsiasi gabbia, muoversi con slancio pressoché atletico in direzione della verità – indipendentemente dal fatto che la verità debba essere intesa o come un confortante lido al quale approdare o come un mero criterio orientativo, cioè una sorta di evanescente carburante del logos. Continue reading “Io e la Disillusione”

Amiche di sangue: l’assenza di emozioni che emoziona

Due ragazze sono stese al buio su un divano. Una è comodamente adagiata tra lo schienale e il bracciolo, ha il volto, le braccia e le mani impiastricciate di sangue e sta dormendo dormendo sonni artificiali causati dal roipnol disciolto nel bicchiere dal quale ha scelto di bere nonostante l’amica l’avesse avvisata di averlo drogato.
L’altra ha i vestiti zuppi di sangue e indossa dei guanti con cui stringe un coltello. Ha alzato il braccio dell’amica e vi si è accoccolata sotto, poggiando la testa sulle sue gambe in cerca di un conforto che lei non ha mai saputo dare a nessuno. Continue reading “Amiche di sangue: l’assenza di emozioni che emoziona”

Incontro con dei giovani eritrei in viaggio verso l’Inghilterra

Mio padre è quel che si suol dire un pendolare, cioè una persona che prende il treno tutti i giorni per arrivare al lavoro. In una torrida giornata di luglio, mentre era in treno per raggiungere Liegi, i suoi occhi hanno incrociato lo sguardo di quattro giovani migranti intenti a dirigersi in fondo al treno per nascondersi dal controllore. Qualche decina di minuti più tardi, mentre il controllore tornava dal portello nel quale si erano nascosti i giovani, mio padre lo vide tirar fuori il suo telefono; volendo evitare che il controllore avvisasse la polizia della ferrovia, mio padre pagò i biglietti dei quattro migranti a patto che il controllore chiudesse la sua chiamata.

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