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Manifesto della Disillusione

 

diṡilluṡióne s. f. [dal fr. désillusion, comp. di dés- «dis-1» e illusion «illusione»]. – Perdita di un’illusione o delle illusioni, disinganno: al contatto con la realtà, la d. è inevitabile. Diversamente da delusione, che ha valore più soggettivo, e indica il sentimento doloroso o comunque spiacevole di chi scopre a un tratto una realtà diversa dalle sue speranze o dalla sua aspettativa, la disillusione ha valore più oggettivo, indicando la cessazione, anche non traumatica, della possibilità di illudersi.   


La disillusione nasce come punto d’incontro di menti creative, delle quali intende raccogliere e riunire le idee e creare una cassa di risonanza che permetta di diffonderle.

La redazione de La disillusione è composta da studenti universitari che orbitano attorno ai più svariati campi di interesse: dalla politica alla letteratura, dalla psicologia al cinema, dall’arte alle scienze naturali. Il leitmotiv del gruppo è la volontà di collaborare al fine di creare un progetto innovativo e inedito, esaltando la creatività individuale.

La disillusione ha accompagnato fin dalla prima giovinezza questa generazione, della quale questo progetto vuole essere manifesto.
Crisi economica, instabilità politica, cambiamento climatico, ascesa dell’individualismo,  crollo delle ideologie: questo è il contesto in cui siamo cresciuti. La generazione che nel corso della Storia ha avuto il maggior numero di opportunità e mezzi a sua disposizione è stata privata della possibilità più grande: quella di illudersi.
“La laurea non serve a niente”, “non troverai mai lavoro”, “è inutile che vai a votare, tanto non cambia nulla”, “non sarai mai indipendente”: siamo sommersi quotidianamente da frasi simili, che con il tempo si sono trasformate in limiti autoimposti e in giustificazioni del fallimento. Sentiamo quindi la necessità di riemergere da questo mare apparentemente immobile e profondo, contaminato da incertezze e paradossi.
La soluzione non può che essere una sola: la sintesi di idee.

Perché dalla disillusione può e deve nascere qualcosa: la disillusione deve essere una presa di coscienza sullo stato delle cose, non una resa di fronte alle stesse.
Obiettivo e fine ultimo è, quindi, non solo la creazione di un giornale, ma soprattutto la condivisione di uno spazio che lasci a ogni autore la possibilità di esprimere liberamente la propria visione della realtà, attraverso contenuti di vario genere da un punto di vista critico o artistico. Pertanto tutte le produzioni de La disillusione hanno l’intento di esprimere, più o meno esplicitamente, un’idea propositiva e mai fine a se stessa.

La disillusione è l’agnosticismo della speranza.

La redazione