Categoria: Scienza

Ideonella Sakaiensis: un batterio plastico

Durante la rivoluzione industriale si verificò un interesse crescente nell’utilizzo della plastica, un materiale che iniziava a stupire per la sua singolare duttilità e la sua capacità di essere modellata a piacimento.  Le prime plastiche utilizzate nell’industria erano di origine naturale, ma non passò molto tempo prima che venissero sintetizzate chimicamente per aumentarne la flessibilità, l’impermeabilità e la resistenza grazie al lavoro del chimico Leo Baekeand. Ad oggi i dati mostrano che il quantitativo di plastica prodotto annualmente nel mondo è di circa trecento milioni di tonnellate e questo ha ovviamente degli effetti drastici sul nostro pianeta. Nel 1997 l’oceanografo Americano Charles Moore fu il primo ad osservare quel cumulo di spazzatura fluttuante che venne poi chiamato con il nome di “Great Pacific garbage patch”, e molti altri cumuli potrebbero espandersi  nell’oceano Indiano e nell’oceano Pacifico. Risulta dunque chiaro che questa problematica debba essere in qualche modo arginata, a partire ovviamente da un minor utilizzo della plastica stessa. Continue reading “Ideonella Sakaiensis: un batterio plastico”

Cosa ci aspetta nel 2018?

Purtroppo non so darvi una risposta precisa alla domanda del titolo, ma una cosa la so: alla fine dell’anno le persone si dividono in gruppi. C’è chi è triste che un altro anno sia passato, chi è felice di poter finalmente voltare pagina, chi tutto l’anno non aspetta altro che il 31 dicembre per fare festa, e chi invece fa programmi a lungo termine. In quest’ultima categoria rientrano gli astronomi, che ancora prima della fine dell’anno hanno fornito il programma degli eventi celesti previsti per il 2018. Non ci rimane che vederli insieme, ed entrare nel nuovo anno con una convinzione: almeno il cielo non ci deluderà.

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Il buio cielo notturno

“Perché il cielo di notte è nero se le stelle sono infinite?”
Questa è la domanda che nel 1826 si pose il medico tedesco Heinrich Olbers, dando vita ad uno dei più celebri paradossi dell’astronomia. Si tratta infatti proprio di un paradosso, perché ai tempi in cui la tesi di Olbers venne discussa e da lui stesso analizzata, le conoscenze relative all’universo erano tali da far risultare fondata l’ipotesi formulata: la quantità di stelle presente nel cielo notturno dovrebbe essere abbastanza da illuminare le nostre notti di una luce d’intensità pari a quella del sole. Continue reading “Il buio cielo notturno”