Categoria: Arte

Il Tintoretto in fiore tra miracoli e gondole

Jacopo Robusti (1518-1594) è un ragazzo rovente come un tizzo di carbone ma in questo caso per amor dell’arte. Impara perlopiù da sé, guidato da un intelletto che lo porta ad avere una comprensione dell’arte pittorica tale da aver scatenato, secondo tradizione, l’invidia di Tiziano. Continue reading “Il Tintoretto in fiore tra miracoli e gondole”

La Versailles del mondo antico

Noi conosciamo Nerone per la follia, le tinte oscure che Tacito e i suoi colleghi usavano per farne un ritratto il più possibile in nero, da tiranno con manie ed estetiche tutte orientali.

Gli storici moderni ne hanno una visione più asciutta ma nondimeno un fattore è innegabile: Nerone aveva gusto. I suoi amori artistici guardavano ad Alessandria e allo sfarzo tolemaico, non alle residenze del Palatino che avevano ancora un assetto da case aristocratiche e non degne effettivamente di un imperatore. Continue reading “La Versailles del mondo antico”

Cara Mamma Russia

Ben poco c’entra la Rivoluzione Rossa in questo contesto: qui il discorso è tutto sul personale, un viaggio dell’interiorità che, a differenza di quanto le istanze dell’epoca avevano in mente per l’arte, trova la sua strada nel contatto nuovo e trasfigurato con la tradizione, che è più forte di quanto si pensi. Ciò che i rossi vollero distruggere dello Spirito Russo vive in Kandinskij (1866-1944), slegandosi dalla vicinanza della propaganda così abbracciata da altri e che diede risultati felici nel cinema di Ejzenstein.

Kandinskij usa il colore come strada per la memoria: il più bello dei quadri legati alla tradizione, il “San Giorgio” del 1911, simbolo che ricollega al passato monarchico e cristiano del paese, è un richiamo non solo al suo ricordo del cavallino di stagno con cui giocava da piccolo. L’infanzia del pittore è collegata alla storia di una nazione, che nel rappresentare le immagini dello spirito sceglie il distacco dalla forma reale, dall’Oggetto, come affermava Kandinskij, che limita la visione interiore. Questa da collettiva diventa nazionale, mutando forma e contenuti in un processo alchemico di scomposizione della figura e la liberazione della fantasia cromatica.
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Petra: sogno d’Oriente

L’ingegno non mancò di certo agli antichi per creare le loro città dove il bello potesse incontrare il monumentale e l’utile. Nemmeno i popoli nomadi sono stati indifferenti al fascino della pietra. Tra questi meritano sicuramente un posto privilegiato i Nabatei, indipendenti, fieri e abili mercanti che solo i romani riuscirono a piegare nel 106 a.C. al loro dominio. Continue reading “Petra: sogno d’Oriente”