Categoria: Attualità

Jeremy è rosso, May è blu, io a Brexit non gioco più

Jeremy è troppo rosso, la May è sempre blu, sono Indipendente, a Brexit non gioco più

La sinistra è sull’orlo di una crisi. Il partito si sta lacerando internamente, tra scissioni e accuse reciproche, mentre la destra al potere, senza avere un qualche tipo di opposizione contro, porta avanti le sue politiche populiste e antieuropeiste che sembrano trascinare il Paese ancora di più sull’orlo di una crisi già dilagante con un futuro ancora più incerto per investitori, imprese, e cittadini in tutto il Paese.

Continue reading “Jeremy è rosso, May è blu, io a Brexit non gioco più”

Dimenticando Auschwitz

1000px-Flag_of_the_United_Kingdom_(3-5).svg

IMG_0293

Ancora ricordo quello stagno. Mi ricordo di quando gli ho scattato una foto. E ricordo che mi era stato detto solo un momento prima che loro gettavano le ceneri in stagni come questo, nella terra intorno Oświęcim. Era una tranquilla e soleggiata mattina d’agosto sei anni fa ad Auschwitz-Birkenau. Ero con un gruppo di giovani tedeschi, studenti liceali e universitari, accompagnati da una donna bielorussa, che era sopravvissuta ai campi della morte da bambina, e lo staff di un sito commemorativo tedesco. Il giorno prima eravamo stati in quello che è chiamato “Stammlager”, o Auschwitz I, il primo campo ad essere costruito lì nel maggio 1940. Era più piccolo, e affollato. Siamo passati attraverso la famigerata porta con la frase “Arbeit macht Frei”. I campi erano pieni di gruppi di turisti, e sembrava più un’attrazione turistica che un luogo di commemorazione. Le persone non aiutavano: puoi fare foto quasi ovunque ad Auschwitz – tranne che nella camera a gas ricostruita, di fronte alla quale un cartello chiede di non fare fotografie per rispetto nei confronti dei molti che sono morti in queste stanze. Questo non ha fermato i flash mentre camminavamo. Certo, ci sono nonostante ciò immagini che non posso dimenticare di quel giorno. Nella mostra israeliana, il grande Libro dei Nomi pendeva dal soffitto, contenente 4.2 milioni di nomi. I mucchi di valigie su cui le persone avevano scritto il loro nome, che aspettavano di ritornare indietro. Ho riconosciuto un indirizzo familiare – c’era sopra la strada della mia scuola elementare, ad Amburgo. Altri mucchi: occhiali, cucchiai, scarpe ed infine: capelli. Continue reading “Dimenticando Auschwitz”

Domani c’è il sole

Lo scorso lunedì mi ha scritto una mia amica. “Ho una cosa da scrivere su un argomento alquanto importante, mi piacerebbe molto se si potesse mettere sul tuo blog”, recitava il suo messaggio. Se in un primo momento ho pensato che a breve avremmo avuto una nuova collaboratrice, il mio errore fu presto evidente. Questa mia amica, che per ovvi motivi – resi ancor più ovvi dai legami di conoscenza che legano parte dei nostri redattori con parte del nostro pubblico – mi ha chiesto di poter restare anonima, mi ha voluto lasciare un messaggio, una piccola testimonianza di come ancora oggi la vita di una donna possa essere un inferno. La riporto integralmente:  Continue reading “Domani c’è il sole”

Il sogno del piccolo Trump

Ad undici anni la maggior parte delle persone comuni ha i suoi interessi e le sue passioni. Ad undici anni si vive la propria vita in maniera leggera, con le nostre piccole vittorie e i nostri piccoli fallimenti. Ad undici anni molto spesso sei felice e sei triste. Giochi alla playstation, fai sport, esci con gli amici al parchetto.

C’è invece chi ad undici anni umilia sulla trasmissione nazionale il Presidente degli Stati Uniti d’America con un atto politico più efficace di tutta la propaganda del democratici degli ultimi tre anni. Continue reading “Il sogno del piccolo Trump”

I cronisti scalzi

Se un boss della Camorra se la prende con un giornalista, il motivo semplice, più evidente, è che questo giornalista è stato l’unico a fare il giornalista, a occuparsi per esempio della Terra dei fuochi. Se accanto a Sandro Ruotolo ci fossero stati tanti altri cronisti, il rischio si sarebbe depotenziato. Quando tanti giornalisti dicono ‘ma chi me lo fa fare, tengo famiglia’, questa è una limitazione per la libertà di informazione.

Quando nel maggio del 2015 fu messo sotto scorta, Sandro Ruotolo, giornalista italiano da ormai più di quarant’anni, rispose così in un’intervista a chi gli chiedeva cosa avrebbe fatto ora del suo lavoro, cosa sarebbe cambiato, come avrebbe vissuto. Per le sue inchieste sui rifiuti tossici in Campania aveva, infatti, ricevuto delle minacce dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, al 41-bis dal 2010, che parlando con le donne della sua famiglia durante i colloqui nel carcere le aveva tacciate di essere ormai infangate per colpa del giornalista.
Solo pochi giorni fa, però, il Viminale, cioè il Ministero dell’Interno, cioè Matteo Salvini, ha deciso di revocare la scorta a Ruotolo, senza specificarne i motivi e facendo passare l’erroneo messaggio che le minacce da parte delle mafie hanno una scadenza. Continue reading “I cronisti scalzi”