“Allora si chiamava Avana…”: torna il cinema a Garbatella

A partire dalla riqualificazione di uno spazio abbandonato da dieci anni, le ragazze e i ragazzi di AVANA, intendono riaccendere il cuore dello storico quartiere romano di Garbatella con un cine club e una palestra di arrampicata. 

Sara e Martina ci raccontano come il progetto intenda riscoprire la micro dimensione urbana mediante il recupero di spazi abbandonati e la partecipazione attiva del quartiere. 

Questo sabato, 15 maggio 2021, aprono le porte di AVANA, com’è nato il progetto e quali sono i vostri obiettivi?

Sara: Questo sabato presenteremo il progetto, l’inaugurazione vera e propria vorremo farla in grande appena sarà possibile.
L’idea di Avana è nata prima della pandemia da Luciano Ummarino e Francesca Zanza che avevano vinto in locazione il locale, in via Giovanni Maria Percoto 6, tramite assegnazione dell’ATER.
Il progetto iniziale era di realizzare un cinema di quartiere ma, come ben sappiamo, quello dello spettacolo è stato un settore spietatamente colpito dalla crisi sanitaria, quindi abbiamo deciso sin da subito di reinterrogarci sul da farsi, partendo dal motivo originale per cui volevamo creare AVANA, cioè per fornire alla Garbatella un servizio che mancasse. 
Unendo tutte le nostre competenze, dall’architettura alla psicologia, abbiamo immaginato di trasformare lo spazio in un centro polifunzionale, con sala co-working, palestra, sala riunioni, teatro, ecc.
Da un’idea di Arianna Cabras, psicomotrice e parte dell’associazione, sfrutteremo a pieno le alte pareti dell’area cinema creando una palestra di arrampicata con l’obiettivo di rendere questo, uno spazio capace di abbattere non solo le barriere culturali ma anche quelle sensoriali, cognitive e fisiche.

L’ampia scelta di attività fa immaginare che il progetto intenda rivolgersi a un pubblico molto eterogeneo. Chi entrerà principalmente negli spazi di AVANA?

Sara: Principalmente le bambine e i bambini per la palestra ma anche studentesse e studenti che hanno bisogno di uno spazio con WiFi gratuito in cui poter studiare. Lo spazio di coworking è stato pensato proprio perché non è scontato che tutt* abbiano un luogo tranquillo dentro casa o anche semplicemente un computer. AVANA sarà anche un punto d’incontro per le famiglie, grazie al cine club, e un appoggio per le associazioni che hanno bisogno di uno spazio fisico in cui riunirsi.

Martina: Il nostro obiettivo è che il quartiere possa sentirsi partecipe a 360 gradi del progetto. Le idee delle persone, non solo quelle del gruppo esecutivo, devono essere il motore di AVANA.

I lavori, che finalmente stanno iniziando dopo il periodo della pandemia, richiedono una spesa cospicua, di cosa si tratta principalmente?

Sara: Si tratta degli interventi all’impianto idrico ed elettrico, ma soprattutto della messa in sicurezza e dell’abbattimento delle barriere per rendere il locale accessibile a tutt*, per questo pensavamo a sopraelevare il pavimento e ad introdurre delle rampe. Inoltre, ci sono i lavori di climatizzazione e insonorizzazione necessari per la sala cinema. 

Martina: Giusto due lavoretti (ride, ndr) però ce la faremo.

Il progetto di AVANA è già attivo sul territorio?

Martina: Assolutamente si. AVANA è attualmente utilizzato come magazzino per la raccolta alimentare. Inoltre, ospita dal lunedì al venerdì uno sportello di ascolto psicologico gratuito gestito da due volontarie specializzate.

Sara: È anche attivo per le riunioni degli studenti come ad esempio è già successo ultimamente per i ragazzi della Rete degli Studenti di Roma Sud.

Roma è ricca di spazi abbandonati, credete che la possibilità di riqualificarli possa contribuire alla realizzazione della “città dei 15 minuti” dalla quale prendete ispirazione?

Martina: Il concetto di città dei 15 minuti, elaborato dall’urbanista Carlos Moreno e attualmente applicato dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, immagina una città in cui tutti gli spazi utili (lavoro, università, assistenza, cultura, …) dovrebbero essere raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici.

Sara: Il sogno di ogni romano ahah. Sarebbe bello se ogni quartiere non fosse abbandonato a sé stesso ma, anzi, fosse proprio indipendente nei propri servizi. In questo modo immaginiamo la nostra zona che non si limita a Garbatella ma prende anche Montagnola, San Paolo, Ostiense, … sentiamo il bisogno di rispettare questi valori prima di tutto da un punto di vista sociale.

Martina: Sarebbe fico veder nascere una “piccola Avana” in ogni quartiere. Come dici tu Roma è piena di serrande abbassate da decenni, proprio per questo siamo cariche per sabato, sarà la nostra occasione per coinvolgere finalmente dal vivo le persone nella realizzazione di questo progetto. 

Zoe Votta

Per aiutare la raccolta, visita la pagina del crowdfunding cliccando qui.

Ulteriori informazioni:
Pagina Facebook di AVANA.
Profilo Instagram di AVANA.

La citazione contenuta nel titolo è tratta da una poesia di Victor Cavallo.

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