Incel: la misoginia che impregna il web

22 Gennaio 2021. Un 22enne di Savona viene arrestato per associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale aggravata dal negazionismo. Il ragazzo ha dichiarato di ispirarsi al gruppo suprematista statunitense Atom Waffen Division e alle Waffen-SS naziste. Inoltre, aveva un canale Telegram dove reclutava adepti per gesti estremi e nelle chat sono stati ritrovati veri e propri incoraggiamenti a compiere massacri nelle scuole. In più, per non farci mancare nulla, egli stesso ha esplicitamente detto di voler fare una strage di ebrei e di femministe. La parte curiosa della vicenda è che il ragazzo si è definito come un incel, ovvero un “celibe involontario”: ragazzi che hanno problemi relazionali con il sesso opposto e credono che la causa di questi ultimi sia dovuta al loro aspetto fisico. Di per sé, il termine incel vuol dire solo quello, ma dietro c’è un lato oscuro che prende vita nei forum online.

Incel

Come abbiamo detto, il termine incel vuol dire semplicemente “celibe involontario”. Questo termine nasce nel 1997 sul sito Alana’s Involuntary Celibate Project. L’idea iniziale era quella di creare una community dove persone che non avevano successo in amore potessero scambiarsi informazioni e darsi supporto. Nel corso del tempo il termine incel, originariamente senza nessuna connotazione politica e/o sociale, ha assunto un significato diverso perché ha iniziato ad essere adottato prevalentemente da uomini eterosessuali che, non riuscendo ad avere rapporti sessuali e/o sentimentali con le donne, incolpavano queste ultime dei loro insuccessi. In seguito, la community incel ha assorbito sempre più i tratti di quella che potremmo considerare a tutti gli effetti una subcultura misogina. E tutto ciò è paradossale, se pensiamo al fatto che il termine incel sia stato inventato proprio da una donna, appunto, Alana, la creatrice del sito! Gli incel fanno parte della cosiddetta “Manosfera”, insieme a tante altre correnti caratterizzate da gruppi di uomini eterosessuali con idee fortemente discutibili sulle donne, tra cui: gli MRA , i Pick Up Artist, i MGTOW e i famigerati Redpill.

MRA, Pick Up Artist e MGTOW

Gli MRA (Men’s right activist) sono gli attivisti per i diritti maschili, nati per liberare l’uomo cishet dalle catene della virilità socialmente imposta, ma nel corso del tempo tutte le loro battaglie si sono tradotte in un esplicito antifemminismo. Loro negano categoricamente l’esistenza del privilegio maschile e credono nel “bisessismo”, ovvero un sistema sociale che opprime in modo sistemico ed egualitario sia uomini che donne. Inutile dire che le loro teorie non trovano nessuna conferma nei gender studies perché sono lontane anni luce dalla realtà. Uno dei problemi principali che si verifica con i MRA è che, nonostante spesso portino avanti dei concetti sacrosanti che trovano dei punti di incontro con le idee femministe (come ad esempio le difficoltà dei padri separati, l’alto numero di suicidi maschili e la percezione di violenza sugli uomini nella nostra società), non accettano comunque il fatto che la causa di questi problemi derivi dalla società patriarcale.

I Pick Up Artist sono gli “artisti del rimorchio”: insomma, sono quei cialtroni che fanno video beceri su You Tube in cui fingono di insegnare “l’arte della seduzione” (che non esiste) a dei ragazzi che non sanno approcciarsi con le ragazze per via di un sistema sociale che non fa altro che massimizzare le differenze percepite tra i due sessi. In soldoni, diffidate da chi vi vuole insegnare come “conquistare una donna”: non siamo fatte con lo stampino.

I MGTOW sono un ramo abbastanza particolare (forse il più particolare) della manosfera. Si tratta di uomini che mettono in atto una sorta di separatismo maschile: vivono letteralmente divisi dalle donne e cercano di evitare ogni tipo di contatto con loro. Particolari, ma se ci pensate sono sicuramente quelli che fanno meno danni all’interno della manosfera.

La teoria Redpill

Una delle correnti della manosfera più estremista e vicina agli incel è quella dei redpill. I redpill (o redpillati) si chiamano così perché basano la loro linea di pensiero sulla teoria della pillola rossa. Chi sceglie la pillola rossa (che è oltretutto un riferimento a Matrix) prende consapevolezza di una verità scomoda, al contrario della pillola blu che rappresenta una verità illusoria. Agli occhi dei redpill la verità scomoda è il matriarcato. Avete capito bene: il matriarcato, ovvero un sistema sociale di cui beneficiano principalmente le donne. I redpill credono che esistano forti differenze biologiche tra uomini e donne e che queste vadano a vantaggio delle donne, permettendo loro di dominare la società. Essi ritengono che la donna sia il “sesso forte”, in grado di opprimere l’uomo grazie a un presunto vantaggio sessuale che le è stato concesso, appunto, dalla biologia. Esistono innumerevoli motivi per cui potremmo considerare la teorie redpill al limite del complottismo. In ogni caso, bisogna tener conto che incel e redpill non sono sinonimi. Originariamente, i due termini rappresentavano due concetti diversi che non avevano molto in comune, ma nel corso del tempo, la comunità incel si è avvicinata sempre di più a quella redpill assumendo delle connotazioni sempre più discriminatorie nei confronti delle donne, dando vita a una community online fortemente misogina. Molti incel aderiscono alla teoria redpill, tra loro utilizzano una terminologia molto simile e, ora come ora, sono accomunati da un forte antifemminismo e accecati dalla misoginia.

Tornando agli incel: abbiamo detto che originariamente si trattava solo di celibi involontari ma che il significato originale è mutato nel corso del tempo. Attualmente gli incel credono alla teoria LMS (Look, Money, Status). Questa teoria afferma che le donne siano attratte solo dall’aspetto fisico, dai soldi e dallo status sociale di un uomo. Insomma, già da una teoria del genere si sente il profumo di stereotipi vecchi di secoli! Donne superficiali che pensano solo ai soldi e all’aspetto fisico, chissà da dove arriva questo preconcetto? Sì, proprio dal patriarcato (di cui loro negano l’esistenza perché ai loro occhi siamo noi le privilegiate). Un altro punto cardine del pensiero incel che concorda anche in parte con la teoria redpill, e su cui poggia le basi anche la teoria LMS citata poc’anzi, è quello del vantaggio sessuale della donna, chiamato anche “ipergamia femminile”. Secondo loro, le donne sono iperselettive nella scelta dei partner ma al tempo stesso sono privilegiate da questo punto di vista perché, se volessero, potrebbero fare sesso con qualsiasi uomo. E questa presunta iperselettività le porta a scegliere l’uomo con il più alto LMS. Il tutto condito da un po’ di biologia buttata lì in mezzo a caso, per cercare di rendere autorevole la loro distorta visione della realtà. Sfatiamo il mito: non è detto che le donne siano necessariamente iperselettive nel sesso, ma in caso lo fossero, è più probabile che lo siano per motivi sociali che biologici, visto che sono anni che viene loro inculcato di preservare la verginità per più tempo possibile! Al tempo stesso, questa teoria è pericolosa perché non fa altro che fomentare la visione dell’uomo come un animale sessuale, una sorta di macchina del sesso che non può mai rifiutare un rapporto sessuale con una donna. Ed ecco qua, mascolinità tossica creata ad hoc.

Il motivo per cui gli incel sono abbastanza conosciuti a livello mainstream è la loro ossessione per l’aspetto fisico. Esistono vari forum, anche qui in Italia, in cui i membri si scambiano foto di donne e uomini, famosi e non, e creano dei thread in cui danno dei voti a queste persone. La cosa bizzarra è che hanno dei veri e propri parametri, anche abbastanza severi, su cui si basano per votare se stessi e gli altri. Ritengono che la bellezza sia oggettiva e che loro siano troppo brutti per riuscire ad avere rapporti sessuali e/o sentimentali con il sesso opposto. Questa è la parte più angosciante della storia: i forum degli incel sono pieni di violenza verbale, specialmente nei confronti delle donne, ma contemporaneamente sprizzano anche tanta autocommiserazione e odio per se stessi. Gli incel hanno bisogno di uscire da quel vortice autodistruttivo che li porta ad odiare, non solo le donne, ma anche se stessi.

Negli ultimi giorni, la vicenda dell’arresto dell’incel di Savona ha destato molto scalpore. Negli ambienti femministi sui social se n’è parlato molto, focalizzandosi proprio sulla pericolosità dell’aspetto misogino di questa corrente. Al di fuori dei safe space femministi, c’è stato un silenzio assordante e imbarazzante, come se la questione riguardasse solo le donne (e si sa, se un problema riguarda solo la metà femminile della popolazione automaticamente perde importanza). E non sono mancate persone che accorrevano in difesa degli incel! È vero, gli incel hanno bisogno di aiuto prima che arrivino a una sorta di auto-sabotaggio, ma sono comunque persone che hanno scelto consapevolmente di non farsi aiutare e di odiare le donne. Indubbiamente sono vittime, ma lo sono del sistema patriarcale, non della liberazione sessuale delle donne, come molti di loro credono. E se questo non dovesse bastare per marcare la pericolosità di questa community, ci sono stati anche attentati o atti violenti correlati al mondo incel andati a buon fine. Il caso più noto, da cui il termine incel ha ottenuto maggior visibilità, è stato quello di Elliot Rodger, un ragazzo californiano che, nel 2014, uccise 6 persone, ne ferì 14 e poi si suicidò. Prima di compiere il suo gesto estremo, aveva pubblicato un post in cui esprimeva tutta la sua rabbia per non essere mai riuscito a fare sesso, né a baciare una ragazza, e in cui si lamentava di essere sempre stato rifiutato dalle donne.

Ora, aldilà dei gesti estremi che sono stati compiuti in nome della comunità incel, vorrei che ci focalizzassimo sulle loro ideologie, ormai come abbiamo detto, molto vicine a quelle dei redpillati. Trovo curioso il fatto che la gente rimanga scandalizzata dagli attentati, come se fossero messi in atto da gente “pazza e fuori di testa”. Un attentato non è un gesto decontestualizzato, né tantomeno viene compiuto da gente con disturbi mentali, ma è un crimine d’odio, è la radicalizzazione di un’idea (spesso già estremista di per sé) che si concretizza in un’azione violenta e distruttiva. Se dovesse capitarvi di bazzicare su uno dei loro forum online, vi troverete davanti una violenza inaudita nei confronti del genere femminile. Post in cui vengono giustificate le violenze sessuali e il femminicidio, la famosa e aberrante teoria molto popolare nei loro ambienti secondo cui “il problema non è essere uno stupratore, ma essere uno stupratore brutto” (e no, non è un caso che in questa frase vi risuoni una malcelata giustificazione dello stupro). Gli incel più vicini alle teorie redpill negano l’esistenza della cultura dello stupro e credono che lo stupro sia dovuto all’astinenza sessuale forzata dell’uomo che per motivi di forza maggiore – aka per colpa delle donne moderne che sono così superficiali e cattive – non può usufruire del suo “diritto di fare sesso”. Infatti essi credono che il sesso sia un diritto che gli sia dovuto e per risolvere questo problema propongono di liberalizzare la prostituzione (assurdo, riescono a rendere problematico anche un argomento interessante e spinoso come quello del sex work). Fatto sta che, le loro teorie non fanno altro che rimarcare stereotipi e ruoli di genere, come quello della donna superficiale che cerca l’uomo bello e ricco che la mantenga, o quello dell’uomo dipinto come un animale da sesso sfrenato. Molta gente non è affatto consapevole della pericolosità di queste community. Spesso vengono ritratti come “degli sfigati ossessionati dal loro aspetto fisico e che non scopano”, vi svelo un segreto: schernirli riguardo la loro vita sessuale impedisce loro di uscire dalla gabbia che si sono costruiti, alimenta la mascolinità tossica di cui gli incel sono vittime. Nella maggior parte dei casi in cui si parla di questa problematica non si fa riferimento alla pesante misoginia di quei forum: perché ci viene facile normalizzare l’odio per le donne. Purtroppo, vedo molta gente che continua ad empatizzare con loro e a non schierarsi. Continuare a pensare che “se gli incel trovassero una ragazza la smetterebbero di odiare le donne” è ben lontano dalla realtà, perché non è quella la causa della loro misoginia. La causa è la società patriarcale che rende gli incel sia vittime che carnefici di un sistema che li marginalizza e fa riversare tutto il loro odio nei confronti di un capro espiatorio: le donne. Ed è così che il patriarcato ne esce pulito, per l’ennesima volta.

Giorgia Brunetti

In copertina: foto di Deborah Perrotta, si ringraziano Ginevra Vongher e Riccardo Nacci per aver prestato i loro volti.

2 commenti

  1. “Un attentato non è un gesto decontestualizzato, né tantomeno viene compiuto da gente con disturbi mentali, ma è un crimine d’odio, è la radicalizzazione di un’idea” – questa frase mi è piaciuta particolarmente, ma devo dire che tutto l’articolo è stato degno di nota. Non conoscevo queste particolari schiere di emarginati e mi complimento per l’analisi molto approfondita.
    Brava

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  2. Come se non fosse vero che la maggioranza delle donne tenda a scartare gli uomini che non sono carismatici.
    Domanda: un uomo autenticamente carismatico non ha forse buoni livelli di LMS?
    Inoltre, criminalizzare tutti gli incel redpillati non significa forse fare di tutta un’erba un fascio?
    Infine: cos’è un diritto? In un Paese civile, di solito, ogni diritto che implichi il dovere di qualcun altro, subordina quest’ultimo dovere alla libertà di coscienza, e perciò all’obiezione di coscienza individuale.
    Ma il neo-femminismo, in tema di prostituzione, ad esempio, sembra proprio infischiarsene della libertà di coscienza. Solo la legalizzazione può garantirla, no la criminalizzazione.
    Esattamente come l’aborto. Perché abortire non deve essere un crimine e frequentare prostitute sì? In entrambi i casi si decide per la propria persona coinvolgendo un’altra persona: ossia il medico/farmacista nell’aborto, e la sex worker nel sesso: e in un Pese civile nessun medico/farmacista può essere obbligato a praticare l’aborto (obiezione di coscienza individuale) così come nessuna donna può essere obbligata a fare la prostituta (obiezione di coscienza individuale).
    Ma le neo-femministe (vedasi modello nordico della prostituzione) vogliono imporre l’obiezione di coscienza per legge. Al pari del bigotto che vuole imporre il divieto di aborto per legge (ossia un’obiezione di coscienza collettiva anziché individuale).

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