Maschere urbane

La pandemia ha impattato fin da subito sulla vita di migliaia di esseri umani,
creando paura, scompiglio e precarietà. Tra tutti i cambiamenti necessari alla propria
sopravvivenza, la popolazione ha dovuto fare particolarmente i conti con un nuovo e inaspettato
nemico: le mascherine! La convivenza con questi strani aggeggi non è sicuramente iniziata nel
migliore dei modi a causa della forte confusione data dalle diverse tipologie di dispositivi esistenti,
dai complicatissimi metodi di utilizzo, dalla momentanea carenza industriale e dalle numerose fake
news che continuano ancora oggi ad avvelenare i social. Ma dopo sette lunghi mesi pandemici,
contando 45 milioni di casi e più di 1 milione di morti in tutto il globo, come se la staranno cavando
le nostre scimmie parlanti? Saranno riuscite a adattare la propria vita ai dispositivi di protezione
individuale o avranno adattato questi ultimi al loro quoziente intellettivo?

Se anche voi siete stati contagiati dalla curiosità, vediamo insieme alcuni dei tipi di mascherine da
coronavirus nati durante questo venti-venti pazzerello:

1) Il rapper
In preda alla nostalgia degli anni ’90 e delle braghe a vita bassa, decide che questo è il momento più
opportuno per rilanciare il vecchio stile underground che in passato gli fece guadagnare qualche
numero di telefono e diverse perquisizioni dalla Cinofila.
È possibile riconoscerlo per strada grazie alla particolare combo culo e naso di fuori.
A voi l’arduo compito di riconoscere quale sia il deretano e quale il viso.

2) La fashion blogger virale
Non sarà di certo una pandemia o le centinaia di migliaia di morti a fermare questa imprenditrice
digitale! Che vada al supermercato, dal fruttivendolo, dal ferramenta, a passeggiare con le amiche o
a portare fuori la spazzatura, poco importa: avrà sempre la mascherina perfetta da abbinare al
proprio outfit unico e smart.
Un like, un contagio!

3) Il patriota ritardato
Uomo di mezza età che si distingue tra la folla per la mascherina tricolore, che indossa con grande
orgoglio quando si reca in una nota catena di alimentari francese per acquistare delle pesche
spagnole in sconto. Dopo sette mesi di pandemia, non si è ancora accorto dell’etichetta dietro
all’elastico recante la dicitura Made in China.
Attualmente, il WWF lo considera una specie protetta.

4) Lo sprovveduto
Di ritorno da un’esperienza mistica di isolamento in mezzo alla foresta amazzonica per ritrovare se
stesso, scopre di ritrovarsi invece in un mondo post-apocalittico in cui la nuova moneta globale è la
carta igienica. Vani sono i tentativi di accaparrarsi una mascherina: è troppo tardi.
Era possibile riconoscerlo dalla sciarpa di lana intorno al volto.
Anche metà maggio.
Con 30°C all’ombra.
Si è estinto prima dell’apertura delle Regioni.

5) L’astronauta
Schiavo di un probabile disturbo d’ansia generalizzato, o semplicemente della propria ignoranza,
può essere facilmente avvistato per la bardatura con doppia maschera FFP3, visiera in vetro
antiproiettile, dieci paia di guanti in fibra di carbonio, e tuta protettiva antiradiazioni.
Mentre si reca a buttare la spazzatura.
In piena campagna.
Alle tre di notte.
Non è dato sapere come abbia fatto a racimolare il bottino.
Cugino alla NASA? Agganci con il Pentagono? Svaligiatore seriale di farmacie?
Anche i numerosi medici morti per mancanza di dispositivi di protezione continuano a chiederselo.

6) Il DIY
Specie ormai scomparsa da diversi mesi: si vocifera che l’ultimo esemplare sia morto asfissiato nel
vano tentativo di respirare attraverso una mascherina creata ad hoc con la carta da forno.

7) L’ingegnere
A seguito di un intervento odontoiatrico particolarmente doloroso, ha l’illuminazione di convertire
la propria mascherina portandola sul mento, per sorreggere la mandibola e alleviare il mal di denti.
In fondo, la pandemia non ha cambiato davvero tutte le vite in peggio.

8) La ciminiera
Niente e nessuno può fermare la sua dipendenza.
Neanche un virus respiratorio che ha fatto più morti di numerose guerre, accanendosi soprattutto
con chi avesse problemi polmonari.
Il fumatore DEVE fumare.
A questo fine, grazie a qualche strana reazione biochimica encefalica catalizzata da diverse crisi di
astinenza, ha la brillante idea di ricamarsi una mascherina su misura apponendo un foro di
inserimento per le sigarette.
«Guarda mamma, fumo senza mani!».

9) Selfino e Selfina
Questi millennials cresciuti a pane e Scrubs sono finalmente pronti a prendersi la rivincita su
quell’ingiusto del Test di Medicina, dopo anni di frustrazione e biologia delle marmotte.
E qual è il modo migliore se non intasare tutti i social networks con i propri selfie indossando una
mascherina chirurgica?

10) Il pompato
Notizia recente è la scoperta di nuovi esemplari intravisti mentre camminavano a passo sicuro con
apertura pettorale da una Virgin all’altra.
Secondo gli esperti, si tratterebbe di una specie evoluta a causa delle pressioni ambientali esercitate
dalla riapertura delle palestre e sembrerebbe aver sviluppato alcune forme primitive di
comunicazione, basate sul colore della mascherina apposta in bella vista sul bicipite dominante.
Ancora rimane un’incognita il significato di questo comportamento: affermazione territoriale sui
propri simili o banale tentativo di mascherare i residui dell’asimmetria muscolare sviluppata durante
le ore solitarie della quarantena?
Gli scienziati auspicano la collaborazione della comunità internazionale per riuscire a rispondere a
questo ed altri quesiti.

11) Il riporto
Dopo decadi di vessazioni e derisioni subite a causa della propria alopecia ippocratica, finalmente
può uscire di casa a testa alta e affrontare il mondo: grazie alla mascherina comodamente indossata sulla testa, nessuno noterà più i problemi di calvizie! Tutti saranno magicamente distratti dalla sua
stupidità!
Successo garantito.
Decesso pure.

12) Il no-mask
Alcuni scienziati hanno individuato il suo parente più prossimo nel no-vax, con cui condivide il
98% del genoma e un QI di 50 punti. Numerosi studi filologici hanno inoltre permesso di
rintracciare un comportamento molto simile a quello mostrato dai primi mammiferi durante
l’estinzione di massa del Cretaceo dei dinosauri: infatti, questi esemplari di complottista sarebbero
rimasti nascosti nelle proprie tane per diversi mesi, uscendo a riscoprire la luce del Sole e ad
inquinare il mondo solo una volta scongiurato il pericolo del picco della pandemia.
Altri gruppi di ricerca, invece, si sono impegnati per decifrare i comportamenti sociali sviluppati
con l’allentamento delle restrizioni, concludendo che questa nuova specie si rifiuterebbe di
utilizzare le mascherine, come si può dedurre anche dalla denominazione scientifica, per la strana
credenza che tali dispositivi rappresenterebbero delle museruole adibite a sottomettere la
popolazione ad una non meglio precisata dittatura sanitaria: viste le peculiarità, alcuni esperti hanno
proposto di ribattezzare la specie Caput fallum, consigliando peraltro l’utilizzo di mezzi più
conformi alla particolare fisionomia, al posto delle mascherine, quali i preservativi.
Ad ogni modo, ancora oggi la comunità scientifica fatica a raggiungere un’intesa a riguardo di una
questione fondamentale: questa specie provocherà prima l’estinzione delle altre o la propria?
Le prossime manifestazioni in piazza potrebbero darci finalmente una risposta.

Quasi medico

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