Ho un serpente nello stivale

5 ottobre 2020

Mi siedo alla scrivania con una tisana calda, in pieno spirito autunnale, mentre questo lunedì di ottobre volge al termine. La giornata di oggi avrebbe dovuto sancire l’inizio della settimana dedicata a una robetta da niente: le scelte che impatteranno sulle vite di migliaia di medici per i prossimi quattro o cinque anni.

Dico avrebbe perché non è stato così: infatti, il Ministero dell’Istruzione e di quell’altra robaccia tanto schifata sui social, da molti chiamato anche Ministero de li Mortacci vostra, ha deciso di non pubblicare la graduatoria e di rimandarla, forse, al 26 ottobre, a causa di alcuni ricorsi iniziati dal primo minuto dopo la pubblicazione del bando e mai terminati. Probabilmente, anche in questo istante, mentre l’inchiostro della mia penna a sfera da 67 centesimi scrive queste parole, qualcuno sta pensando di fare ricorso. Quale sia il motivo o la base giuridica non importa: l’importante è incazzarsi con qualcun altro per creare un uroboro, il serpente che si morde la coda a simboleggiare l’infinità del tempo che questo stallo burocratico farà perdere a 23000 medici, e l’eterno ritorno delle conoscenze liceali di filosofia che mi fanno sembrare intelligente.

Purtroppo, però, questa volta il serpente ha sbagliato mira e mi si è attaccato ai coglioni, forse a causa di qualche problema di ametropia o forse per semplice sadismo. E come chiunque con un serpente penzolante dal proprio scroto, una volta letta la notizia del MIUR, ho iniziato ad invocare invano tutte le divinità mai creata nella storia dell’uomo, valutando nel frattempo il modo più efficiente di sbattere la testa contro il muro senza sporcare troppo.

Per una volta, mi sarebbe piaciuto che le tempistiche fossero state rispettate, giusto per iniziare a capire, a 27 anni, cosa farò da grande. Riesco ad accedere alla specializzazione che preferisco e in una sede che più mi garba? Devo richiedere il casellario giudiziale per completare la documentazione per emigrare? O posso accettare una delle tante proposte di lavoro precario a tempo determinato per poter campare almeno fino al prossimo concorso? Nel mentre, cosa dovrei dire alla mia ragazza: «Non so ancora quando potrò finalmente permettermi la mia parte di affitto per andare a convivere»?

So benissimo che questo capriccio di volere realizzare i propri sogni è solo una deviazione mentale causata dalla miriade di videocassette Disney divorate da piccolino e che non sono più speciale, o meno stronzo, di nessun’altro per meritarmi questo lusso, però mi piacerebbe almeno sapere qualcosa del mio futuro, giusto un minimo di parvenza di stabilità dopo aver speso un anno in bilico tra una simulazione d’esame e una sostituzione per comprarmi lo sfingomanometro.

Non voglio diventare un principe azzurro: non ho il fisico. Ma uno specialista non mi dispiacerebbe.

O almeno toglietemi ‘sto serpente dai maroni!

Kevin Valentino

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