De Luca – Caldoro – Ciarambino: la nuova stagione di una sfida che non fa più audience

Domani e lunedì si vota in tutta Italia: i cittadini saranno chiamati ad esprimersi in primis sul Referendum Costituzionale, mentre altri anche per rinnovare il proprio Consiglio Regionale.

Tra questi cittadini ci sono anche gli abitanti della Campania. Chi l’avrebbe mai detto.

Già, perché la regione del Mezzogiorno non fa più audience ormai da mesi: complici i sondaggi che non danno molte chance ai competitor del presidente uscente Vincenzo De Luca, la partita politica in Campania sembra essersi chiusa in netto anticipo rispetto alle altre regioni che possono ancora regalare qualche sorpresa.

Ma in fondo quale attrattiva poteva mai avere una competizione politica tra personaggi che si sfidano a ripetizione in ogni tornata elettorale? Io, ad esempio, sono molto annoiata dal dibattito politico regionale che è stato portato avanti dai candidati al ruolo di presidente. Tutti, nessuno escluso.

Stefano Caldoro, candidato del centrodestra, paga l’eredità della sua amministrazione del quinquennio 2010-2015, per cui ha e aveva nella sua manica pochi assi da giocare già ben prima della crescita di popolarità di De Luca.

Valeria Ciarambino espressione campana del M5S è anche lei alla seconda candidatura (per gli altri due è la terza), ma non è mai stata una figura che potesse rappresentare al meglio il MoVimento in una regione dove, all’indomani delle elezioni politiche del 2018, è stata designata come la prima forza politica.

Eppure, il momento storico delicato e l’importanza assunta dalle regioni avrebbero dovuto sensibilizzare maggiormente i cittadini che vivono abbastanza passivamente questo momento elettorale: poteva essere questo un punto di non ritorno per rinnovare e, oltre a tirare le somme, si poteva pensare di cambiare paradigmi locali che si sono cristallizzati nei decenni.
Vincenzo De Luca, d’altronde, sta sbaragliando la concorrenza proprio perché è riuscito a gestire una situazione senza precedenti che ha, di fatto, ribaltato la percezione della stragrande maggioranza degli elettori campani che solo fino a qualche mese fa non avrebbero riconfermato il governatore uscente a Palazzo Santa Lucia, ma a mio avviso non è riuscito appieno a dare la giusta risposta ad un momento che si presenta epocale.

L’aggressività comunicativa coadiuvata dalla prontezza dimostrata dalla Regione Campania durante i mesi italiani più difficili dell’epidemia da Covid-19, devono dar spazio a proposte innovative e a una visione di insieme che non si leghi solo alla forte personalità del Presidente.

Le urne, però, non sono ancora aperte e tutto effettivamente potrebbe essere messo nuovamente in discussione, complice anche una legge elettorale non propriamente intuitiva ed immediata. 

La sfida, però, per chi avrà l’onere e l’onore di guidare la regione per i prossimi cinque anni è quanto mai importante: nel caso in cui dovesse venir confermato Vincenzo De Luca, la partita sarà tutta dedicata a mettere ordine nelle variegate liste di chi ha, quasi al fotofinish, appoggiato questa candidatura.

Una forte eterogeneità di parti politiche e visioni del futuro potrebbe precludere alla Campania di affrontare i problemi globali del decennio, iniziato con lo scossone della pandemia, che potrebbero aggravare ancora di più quelle che sono le endemiche problematiche di un territorio vasto e diversificato nelle varie provincie.

Ogni segmento di quella che è una delle regioni più grandi e densamente popolate d’Italia ha delle peculiarità che devono trovare una risposta ad hoc e sarà compito degli eletti nelle circoscrizioni provinciali portarle in un progetto più generale che possa aiutare tutti i territori nella giusta misura.

Staremo davvero a vedere, ma spero che la politica territoriale riprenda lo spazio dialettico che deve essere costante e non acceso soltanto in campagna elettorale, ma ancor di più mi auguro che quel senso di apatia dell’elettore scompaia e veda tutti, eletti ed elettori, ad una voglia vera e viva di cambiamento che deve essere il faro della Regione Campania. Ora più che mai.

Lucilla Troiano

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