Il costo della libertà

Il 9 maggio 2020, dopo un anno e mezzo di prigionia, Silvia Romano ha fatto ritorno a casa e mai, forse, mi sarei aspettata di dover scrivere queste parole (spoiler: vivo ancora nel mondo fatto di fate e unicorni).

Se vi fate un giro sul web, potrete leggere con i vostri occhi quanti messaggi di odio (secondo spoiler: insensato) e frustrazione ci sono nei confronti di questa ragazza.

Ora, le cose sono due: o siete stati rapiti pure voi da un gruppo di terroristi, non avete avuto contatti umani e avete passato l’ultimo anno e mezzo chissà dove, senza sapere se vi avrebbero ammazzati o meno, oppure, siete degli ottusi ignoranti. Anzi, forse, siete semplicemente cattivi. 

Ora, tralasciando in parte questa storia, ci rendiamo conto in che mondo viviamo? Un mondo disinformato, arrabbiato, frustrato. E la cosa più grave è che personaggi “illustrissimi” alimentino questo scellerato odio, sono gli illustrissimi che sfruttano la pancia affamata del popolo per poter arrivare ai loro infimi scopi: mi riferisco, ad esempio, all’intervento di Vittorio Sgarbi, ha detto che dovrebbe essere arrestata per concorso esterno in associazione terroristica. Mi riferisco all’On. Alessandro Pagano, mio, purtroppo, conterraneo leghista, che ha avuto il coraggio di definire Silvia “neo terrorista”. Mi vergogno di vivere in un paese che sfrutta il dolore delle persone. Mi vergogno di vivere in un paese dove i politici, pur di racimolare qualche voto, fanno continuamente sciacallaggio. 

Fino a due mesi fa mi affacciavo alla finestra e sentivo cantare e stringersi quello che sembrava essere un paese migliore. Un paese unito, forte, coeso. Invece la verità è che forse non è cambiato nulla. Non siamo persone migliori, perché ancora sentiamo la necessità di trovare capri espiatori ovunque. 

Chi di voi è mai stato rapito? Chi di voi ha passato diciotto mesi in prigionia, in solitudine, senza sapere come sarebbe finita? Come si può anche solo pensare di dare un giudizio. Io, personalmente, non riesco nemmeno ad immaginarla lontanamente una situazione del genere. 

Padri e madri di famiglia si sono scagliati contro una ragazza che, sostanzialmente, non ha fatto nulla. Era partita per aiutarli “a casa loro” e si è ritrovata ad esser, oggi, la causa di ogni male. O per lo meno, così sembrerebbe: “Silvia Romano ci è costata quattro milioni”, per dirne una… può darsi, potrebbe anche darsi, ma non ci è costata 49 milioni, non ci è costata quanto ci costano gli evasori fiscali ogni anno. Ma soprattutto, da quando la libertà ha un prezzo? E se al suo posto ci fosse stata vostra figlia? Vostra sorella? La vostra fidanzata? Quale sarebbe, secondo voi, il prezzo “giusto” per la libertà? 

È stata accusata perché ha deciso di convertirsi all’Islam, adesso, di botto, è diventata per gli analfabeti funzionali una terrorista a tutto tondo. Non solo state offendendo tutte le persone che professano la religione islamica in modo sano (spoiler numero tre: come dovrebbe essere per ogni religione) ma state anche cercando di entrare nella psiche e nell’intimo di una persona. Ma soprattutto continuo a chiedermi, a voi, esattamente cosa importa? Una donna che professa l’islam è meno degna di essere liberata rispetto ad una cattolica? 

Siamo un popolo divertente, noi Italiani. Ogni mese abbiamo bisogno di dare la colpa a qualcuno se la nostra vita sta andando a rotoli. A gennaio erano i cinesi, per dire. E così potrei continuare a ritroso negli anni. Tutto questo è lo specchio di un paese stanco, ridotto all’osso, che fino ad oggi è stato governato male, malissimo e che si sta cercando di aggrapparsi con tutte le sue forze per non cadere nel baratro.

Bentornata, Aisha, la parte sana di questo paese ti ha aspettata per 18 mesi e gioisce con te. Vorremmo più rispetto per il tuo dolore, vorremmo più rispetto per la tua scelta di non rilasciare dichiarazioni, ma viviamo in un mondo che pensa di poter controllare la propria vita attraverso un social, attraverso una notizia, attraverso i commenti lasciati sotto alla diretta facebook del politico di turno. Stanno cercando di educarci ed abituarci a questa folle bulimia di news, che spesso sono false. Ma non voglio mentirti, non ci sono soltanto persone che non sanno difendersi dalle notizie, o quelle che si fanno facilmente manipolare, ci sono anche quelli che sfruttano l’ignoranza, i veri “cattivi”. E allora ancora una volta scusaci, pensavamo che questa pandemia potesse cambiarci, ma è evidente che la strada è ancora lunga. 

Lo Stato, con Silvia, ha solo fatto il suo dovere: liberare una cittadina italiana innocente. Il resto è storia, e di sicuro lei non c’entra niente.

Noemi Diana

Immagine di copertina: https://www.huffingtonpost.it/entry/silvia-romano-la-procura-di-milano-indaga-contro-ignoti-per-minacce-aggravate_it_5eba51fdc5b68f80c04c7d58

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