Storia di un corpo

In queste settimane mi sono interrogata, mi sono chiesta perché non riuscissi a scrivere di Grassofobia. Poi ho deciso di consultarmi con la mia psicologa: era lampante, effettivamente; non riesco a parlarne perché mi riguarda in prima persona. Non riesco a parlarne perché io sono grassa e lo sono sempre stata, sin dalla tenera età. E sin da allora sono stata indottrinata in modo da odiare il mio corpo. Anch’io sono stata una grassofobica. Forse, lo sono ancora.

Tutti si chiedono che cosa sia questa strana fobia, cercherò di spiegarlo in poche parole, anche se l’argomento richiederebbe pagine e pagine, infiniti caratteri di word.

La grassofobia è, banalmente, la paura delle persone grasse. Ma non solo. È paura di ingrassare, pesarsi continuamente, costringersi a folli regimi alimentari. È provare schifo nei confronti del proprio corpo, nello stare nudi. Grassofobico è chi rifiuta che possano esistere dei corpi grassi, che le persone grasse possano avere una vita sessuale (si, arriviamo anche a questi livelli). Grassofobica è la nostra società, da sempre. 

Come se ne esce da questo infinito loop? Io credo che soltanto una persona qualificata (e tanta forza di volontà) possano portarci a fare qualcosa per noi stessi.

Attenzione, accettazione non significa fregarsene delle proprie condizioni di salute. E su questo va fatta chiarezza. Non tutte le persone grasse, perché appunto tali, sono malate. Non è così. E non sono io a dirlo.

Quando avevo 14 anni un ragazzo mi disse “hai un viso bellissimo, ma purtroppo sei grassa”, mi ha (inconsapevolmente) distrutta. Da quel momento in poi sono entrata ancora di più nell’infinito loop di odio nei miei confronti. Mi facevo schifo, mi guardavo allo specchio e piangevo, stringevo forte tra le dita i miei rotoli come a volerli strappare via. Ho sempre avuto difficoltà a spogliarmi davanti alle mie amiche, ai miei fidanzati, perché pensavo di far loro schifo almeno il doppio di quanto me ne facessi io. Questi sono soltanto alcuni dei comportamenti disfunzionali che ho iniziato ad attuare. 

Oggi sono una donna di 23 anni e sto cercando di distruggere questi comportamenti. E vorrei che tutte le donne e gli uomini che stanno leggendo queste parole si sentissero abbracciate, confortate. Non siete sole. Amarsi è un percorso lungo, pieno di insidie ed ostacoli, ma prima o poi, arriveremo in cima e da lì lo spettacolo sarà splendido. Amatevi per ciò che siete. 

Noemi Diana

4 commenti

  1. Dovresti aprire un forum per aiutare le persone più fragili o comunque per indirizzarle verso qualcuno che può ascoltarle! Questo articolo può aprire gl occhi a molti! Ai miei tempi non se ne parlava..

    Piace a 1 persona

  2. Grande Noemi….complimenti.
    Riuscire ad esprimersi così chiaramente parlando di sé stessi non è per niente una cosa facile ed è per questo che mi complimento con te, per iniziare a lasciarsi andare bisogna solo trovare il giusto mezzo. Il tuo è la penna, si vede, spero anche io di riuscire a sbloccare questo livello con il mio pennello.
    E no, non sei sola, è pieno il mondo di gente con gli stessi pensieri, ai quali però sfugge la consapevolezza. Se tutti ci rendessimo conto che ciò che più ci fa male è semplicemente determinato da uno stereotipo sociale sarebbe tutto molto più semplice e leggero.

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