Sanità for Dummies: Difendere l’indifendibile

In una situazione di emergenza come quella attuale, in cui l’intero paese viene messo in quarantena non sono mancate polemiche e discussioni sullo stato attuale del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Una di queste che ha infiammato soprattutto su twitter è stata quella nata dopo la discussione su Coffee Break di La7 tra Luigi Marattin (Italia Viva) e Walter Ricciardi (membro dell’esecutivo OMS).

Ricciardi aveva sottolineato, durante il programma, che ci si bisognerà interrogare sul come siano spariti 37 miliardi negli ultimi 7 anni, a questo Marattin ha voluto precisare agli spettatori che l’affermazione era falsa e che gli ultimi 7 anni di Governo avevano, in realtà, incrementato il Fondo Sanitario Nazionale e che non vi era stato alcun taglio. Dopo questo “botta e risposta” tra i due, Marattin ha rincarato la dose, ripetendo le stesse parole anche su twitter, finendo alla fine per coinvolgere diverse figure di spicco, tra cui anche Nino Cartabellotta, dell’associazione GIMBE. 

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Quest’ultimo nome non l’ho citato a caso, in quanto l’affermazione fatta da Ricciardi trae origine da un rapporto fatto proprio dall’associazione GIMBE nel settembre del 2019 (rapporto successivo a quello che era stato segnalato anche tramite La Disillusione il 29 Giugno e dove in entrambi era presente il fatidico numero dei 37 miliardi). 

Basterebbe già il grafico postato da Cartabellotta a dimostrare che un definanziamento ci sia stato, per quanto Marattin continui a insistere il contrario. È meglio comunque fare un’analisi su tutto quello che si è affermato per capire la situazione reale, in quanto un grafico non risponde a tutte le possibili domande.
Partiamo innanzitutto dall’affermazione di Marattin, che ha provocato l’intera polemica. In un certo senso ha ragione quando afferma che in valore assoluto il FSN ha visto un aumento, infatti nell’ultimo decennio i fondi sono passati da 105,6 miliardi a 114,5 miliardi. Il valore assoluto però non ci dice due aspetti chiave che invece sono da ritrovare nell’andamento economico generale del paese e nelle proposte avanzate durante le Manovre Finanziarie dei Governi. 

Punto primo, come detto un aumento di fondi c’è stato, ma come già aveva sottolineato GIMBE nei suoi ultimi rapporti, questo aumento non era sufficiente a pareggiare con l’aumento dell’inflazione (0,9% di aumento medio annuo dei fondi contro l’1,07% di aumento medio annuo dell’inflazione). Non si tratta di un dettaglio irrilevante in quanto significa che l’aumento medio dei prezzi è stato superiore a quanto potesse sostenere invece il nostro FSN in termini di valore reale. Appunto qui sta la mancanza, il valore assoluto del FSN è aumentato ma i fondi non erano sufficienti a tenere il passo con l’aumento del valore reale dettato dall’inflazione.

Punto secondo, qui si arriva invece ai famigerati 37 miliardi. Per capire da dove si originano bisogna andare a vedere l’intero rapporto GIMBE nuovamente, in questo caso bisogna prima di tutto dividere i 37 miliardi in 25 miliardi del periodo tra il 2012 e il 2015, e in 12 miliardi del periodo tra il 2015 e il 2019. La legge di Stabilità del 2013 mette bene in chiaro che rispetto alle previsioni fatte, ovvero 112,4 miliardi per il 2013, 116,3 miliardi per il 2014 e 119,9 miliardi per il 2015 si è passati rispettivamente a 107 miliardi per il 2013, 107,9 miliardi per il 2014 e 111,4 miliardi per il 2015 a cui si vanno ad aggiungere anche quelli del 2012 che sono passati dai 110,5 a 107,9 miliardi per un totale di 25 miliardi in meno. Secondo lo stesso ragionamento anche nel successivo periodo, sempre osservando il finanziamento, vi è stata una perdita di 12,1 miliardi rispetto alle previsioni, come riporta esattamente il grafico del tweet di Cartabellotta: 

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In questo grafico è riportata la riduzione cumulativa annua dei fondi erogati all’SSN.

Qui ora qualcuno potrebbe però obiettare che non si può parlare di tagli se questi fondi non sono mai stati erogati. Questa è stata anche la precisazione fatta da Marattin in molti tweet e anche durante la discussione con Ricciardi, in realtà si parla di tagli effettivi, e il cavillare di Marattin non serve a nulla se non a erigere una presunta difesa per le scelte dei Governi precedenti. Si parla di veri e propri tagli perché significa che i Governi sono venuti meno alle loro promesse, si parla di tagli perché significa che i fondi complessivi non sono ancora sufficienti a sostenere i costi, si parla di tagli perché queste mancante promesse si sono ripercosse poi sul SSN, come dimostra la continua emorragia di operatori sanitari e medici, per non dire di quelli rimasti che invece vengono sottopagati. 

In questi tempi, in cui un’epidemia sta esercitando un’enorme pressione sul nostro SSN, le polemiche servirebbero a poco, soprattutto se poi servono a incassare qualche presunto punteggio elettorale per abbellire il CV del governo di cui si è fatti parte. Bisogna però, essere realisti e ammettere che la gestione del SSN per troppo tempo è stata pessima e che vi è stato un reale definanziamento. Continuare a vivere sulle glorie del nostro SSN serve a poco, men che meno serve questo approccio apatico che si continua ad avere mentre proprio il SSN viene massacrato. Come dice Ricciardi, una volta terminata questa crisi, bisognerà far fronte a queste questioni e approcciarsi in modo completamente diverso al SSN se riteniamo che la Salute sia un diritto.

Andrea Zamboni Radić

Foto di copertina tratta dalla trasmissione Coffee Break – La7. In foto: Luigi Marattin (Italia Viva) e Walter Ricciardi (OMS).

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