Coronavirus: zero virgola zero zero zero

Coronavirus. Ogni giorno articoli allarmisti si alternano ad appelli che invitano a mantenere la calma. Non mi occupo di malattie infettive, e non mi infilo in un ambito che non mi appartiene. Da qualche settimana però ho notato grande confusione su alcuni degli indici utilizzati in epidemiologia.

I dati che leggo citati sistematicamente ogni giorno son tre:
– numero di morti;
– numero di infetti;
– mortalità.

Si parla del fatto che il virus abbia una mortalità di circa il 2%. Una mortalità vicino al 2% è una mortalità altissima. Per capirci, si calcola che la pandemia del 1918 nota come Spagnola, una delle più terribili di cui siamo a conoscenza, abbia avuto una mortalità globale compresa tra il 3 e il 6%.

Ma che cosa è esattamente la mortalità?

La mortalità è definita come il rapporto tra il numero di morti per una data causa in un dato periodo di tempo in una popolazione/comunità, e la dimensione media della suddetta popolazione/comunità nell’intervallo di tempo preso in considerazione.

Quest’ultima parte della definizione sottolinea il primo aspetto da chiarire: la mortalità senza riferimento temporale non è interpretabile. Una mortalità annua del 2% vuol dire che ogni anno il 2% della popolazione muore per una data malattia. Un 2% mensile vuol dire che ogni mese il 2% della popolazione muore di quella data malattia. Questo dato, rispetto a quello annuale, è dodici volte più alto.

Tornando al coronavirus, questo 2% di cui sentiamo parlare, cosa indica? La mortalità mensile? No. Fortunatamente, nessuna malattia raggiunge numeri tanto alti da portarci ad esprimere la sua mortalità mensile.
Allora è forse quella annuale? Vediamo un pochino.

Quale sarebbe lo scenario di una malattia con una mortalità del 2%?

In Italia, con una popolazione di 60 milioni di abitanti circa, una mortalità annua del 2% vorrebbe dire un milione e duecentomila di decessi ogni anno.
In Cina, dove la popolazione è di circa un miliardo e 400 milioni, una mortalità annua del 2% significherebbe 28 milioni di vittime all’anno.

Una catastrofe di dimensioni spaventose.
Che non è lo scenario attualmente davanti ai nostri occhi.

Il coronavirus circola da troppo poco per darci una stima annuale attendibile. Sì, potrebbe esser il risultato di proiezioni. Ma queste sarebbero solo molto parzialmente attendibili considerando che ancora si sa poco sulle caratteristiche del virus, sulla sua propagazione, su quante persone saranno colpite e su tutte quelle variabili necessarie per la preparazione di modelli attendibili.

Forse, come nel caso della Spagnola, si fa riferimento alla mortalità nel periodo di durata della pandemia? No.

La buona notizia è che il coronavirus non ha realmente una mortalità tanto alta. Dubito fortemente che qualcuno abbia calcolato la mortalità del coronavirus. Anche perché risulterebbe molto poco interessante.

Il dato che sta girando, il famoso 2%, non è la mortalità, bensì un altro indice noto come letalità.

La letalità è il rapporto tra decessi legati ad una malattia e i casi identificati della stessa malattia. Una letalità del 2% significa che su 100 persone che contraggono la malattia, 2 vanno incontro a decesso. I dati di qualche giorno fa parlavano di 43114 casi identificati in 29 Paesi, con 1018 decessi in totale.

Numero di morti = 1018
Numero di malati = 43114

Letalità = numero di morti / numero di malati
Letalità = 1018 / 43114 = 0.02361182

La letalità del coronavirus è del 2.4%.

È molto? Facciamo qualche paragone. Non risulta troppo alta se la confrontiamo con l’ebola, che ha una letalità del 50%. La SARS ha avuto una letalità del 9.6%, oltre quattro volte superiore, ma ha causato “appena” 774 morti visti i numeri limitati a 8096 casi registrati.

L’influenza ha una letalità inferiore allo 0.1%. Ma uccide molto più rispetto alle precedenti per via della sua enorme diffusione. Mortalità e letalità sono due indicatori dell’impatto di una malattia nella popolazione, che offrono informazioni differenti. Una malattia con elevata letalità come la SARS finisce col causare molti meno morti rispetto ad una malattia con una bassa letalità che però è molto più diffusa nella popolazione, come l’influenza stagionale.

Ma allora qual è allora la mortalità del coronavirus?
Allo stato attuale delle cose, il coronavirus ha in questi giorni superato quota 1000 vittime.
Ora, facendo finta per un istante che la totalità dei decessi e dei casi riguardino la popolazione cinese, e ipotizzando la Cina come sistema chiuso, senza spostamenti, turisti e tutto il resto, calcoliamo approssimativamente la tanto discussa mortalità del coronavirus.

Numero di morti: 1018
Popolazione: 1386 milioni circa

Mortalità = numero di morti / popolazione
Mortalità = 1018 / 1386000000 = 0.000073448773 %

La mortalità del coronavirus allo stato attuale è dello zero virgola zero zero zero zero sette percento.

Fabio Porru


BIBLIOGRAFIA
– Dati da https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries
– Mortalità dall’Istituto Superiore di Sanità
(https://www.iss.it/?p=4952)

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