La rivincita di Vincenzo Montella

La Fiorentina grazie alla vittoria di domenica sera per 1-3, rimediata ai danni del Milan, si è messa alle spalle le sconfitte di inizio stagione ed anzi è riuscita ad inanellare una serie di risultati positivi nelle ultime quattro gare, giocate contro avversari tosti come Juventus,Atalanta, Sampdoria e, ovviamente, Milan.

L’estate fiorentina del 2019 è stata una delle più strane e movimentate vissute nel ultimi anni dalla tifoseria viola. Il passaggio di proprietà, dalla famiglia Della Valle a Rocco Commisso, italoamericano in stile James Pallotta, ha riacceso l’entusiasmo dei tifosi che ritenevano la vecchia dirigenza responsabile degli scarsi risultati della squadra.

La rivoluzione societaria ha portato ad un’inevitabile ricambio di dirigenti, giocatori e membri dello staff ma, con gran sorpresa di tutti, non dell’allenatore che ha visto Vincenzo Montella restare saldamente al timone di una barca dalla quale sembra dovesse essere allontanato a momenti.

Fra i molti nomi che hanno lasciato il capoluogo toscano spiccano quelli di Veretout, Simeone, Biraghi e Lafont ma in tutto sono quasi una decina i giocatori ad aver cambiato casacca in pochissimo tempo. Una situazione sicuramente non facile per l’allenatore che si è ritrovato a dover inserire nel gruppo i tantissimi giocatori che erano arrivati per sopperire alla sopracitate partenze. Boateng, Badelj e Ribery sono i giocatori d’esperienza ad essere arrivati, già pronti per giocare e al servizio dei tantissimi giovani come Pulgar e Lirola, già visti in azione in Serie A con le maglie di Sassuolo e Bologna.

Sottil e Castrovilli sono invece stati trattenuti in prima squadra dopo i prestiti della stagione precedente rispettivamente al Pescara e alla Cremonese. Anche se l’acquisto migliore è stato sicuramente l’aver trattenuto Federico Chiesa a Firenze per almeno un altro anno.

La prima partita stagionale, in Coppa Italia contro il Monza,  aveva allarmato più di un tifoso, considerando che i gigliati erano andati in svantaggio e avevano dovuto aspettare gli ultimi dieci minuti per assistere alla rimonta guidata dall’ex primavera Vlahovic che con una doppietta regalava il passaggio del turno ai toscani. Il modulo utilizzato era il 4-3-3 che venne riproposto anche per la prima partita di Campionato contro il Napoli.

Il pirotecnico 3-4 contro la squadra di Ancelotti aveva messo in mostra l’incredibile potenziale offensivo dei ragazzi di Montella ma aveva anche messo in risalto molti limiti difensivi, legati soprattutto ad una precaria condizione fisica, ma l’alto livello degli avversari non aveva fatto pensare che la squadra potesse avere dei problemi che riguardassero il modulo. La sconfitta di Marassi contro il Genoa è stata la scintilla della rivoluzione che Montella avrebbe attuato in poche settimane.

Al ritorno dalla sosta della nazionali, la difesa a 4 e il tridente offensivo erano spariti a favore di un 3-5-2 che vedeva Chiesa e Ribery come punte centrali. L’inserimento di un giocatore come Caceres in difesa, a discapito di un attaccante, ha dato più equilibrio, specialmente alla difesa, e ha permesso di esaltare le doti offensive dei terzini Lirola e Dalbert.

La prima squadra a dover affrontare il nuovo assetto tattico della Fiorentina è stata la Juventus che, forse colta di sorpresa dai molti cambi effettuati in poco tempo dagli avversari, non è riuscita mai a mettere in difficoltà i Viola ma , anzi, ha dovuto in più di un occasione affidarsi alle parate di Szczesny per inchiodare il risultato sullo 0 a 0.

Da li in poi so è vista beffare beffare a Bergamo dove, dopo essere andata in vantaggio per 0-2 si è fatta rimontare i due gol negli ultimi 10 minuti della partita, ed è riuscita a trovare la prima vittoria solo alla quinta giornata.

La netta sconfitta rifilata ai rossoneri di Giampaolo è la conferma di quanto fatto di buono dall’inizio della stagione, ed è stata l’occasione perfetta per festeggiare il primo gol in Serie a di Gaetano Castrovilli e il secondo di Ribery, i quali, seppure in momenti a dir poco differenti della loro carriera, sono diventati sorprendentemente  membri insostituibili nello scacchiere di Vincenzo Montella.

Enrico Izzo

 

(Foto: Luca Pagliaricci / Insidefoto)

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