Dopo un film come Skyfall (2012) è difficile tornare ad un equilibrio perfetto tra azione ed introspezione: i fan dell’ultimo James Bond (Daniel Craig) lo sanno bene per via dell’ultimo film della serie, lo sgraziato Spectre (2015).

La serie cinematografica su 007 arriva al numero 25 con No time to die, pronto ad uscire in sala il 20 aprile 2020. La produzione ha mantenuto le figure di Barbara Broccoli e Michael G. Wilson, eredi dello storico produttore Albert Cubby Broccoli, ma stavolta non figurerà come regista Sam Mendes.

Al posto di quel direttore dal talento per il dramma psicologico, è stato scelto Cary Fukunaga che ha puntato più al gotico e al romanzo di formazione. Il suo stile terso si è espresso già con la prima serie cult di True Detective (2014) e con Jane Eyre (2011), film in cui brillava la fresca Mia Wasikowska.

Come negli ultimi film di Bond a partire da Casino Royale (2006), dove Craig era attorniato da Eva Green e Giancarlo Giannini, c’è pure l’Italia come scenario alle avventure di 007. Le riprese, blindatissime, hanno toccato Matera per una scena d’inseguimento e Pomezia

La sceneggiatura (opera di Fukunaga, Scott Z. Burns e Phoebe Waller-Bridge) s’incentrerebbe sul ritorno di un amico di Bond, Felix Leiter (Jeffrey Wright), pronto ad ingaggiare l’ex 007 in una nuova missione, per ritrovare uno scienziato di fama mondiale (ruolo su cui si sa ancora poco fuorché il nome dell’attore, Rami Malek).

Bond ritorna quindi in campo dopo il suo tanto agognato ritiro con Madeleine (Léa Seydoux), incontrata già in Spectre. Insieme all’agente ritirato fa ritorno la  squadra composta da Q (Ben Whishaw), Moneypenny (Naomie Harris) e il nuovo M (Ralph Fiennes), il direttivo nato dopo la morte della mitica M di Judy Dench in Skyfall.

Ma la sorpresa sta nella scelta del nuovo 007: si tratta di Lashana Lynch, già vista in Captain Marvel e ora spia al servizio di Sua Maestà che prende il posto di Daniel Craig nel nuovo assetto del rinnovato MI6.

Antonio Canzoniere

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