Mistero dell’incontro plasmato da coincidenze, attimi che precedono l’ignoto. Vento tiepido che mi soffia sul collo nella mia casa fatta di attesa. È il vizio che bussa alle porte, sospiro di un ragazzo alla deriva. Lo accolgo nell’astratto dei miei anni, nella codardia di un silenzio. Nell’angolo più nascosto della mia mente, disegno la mia giovinezza ai lati della sua bocca – disegna il coraggio del tempo negli spazi tra le mie dita.

Maestro nell’espiazione di un tempo caduto nei miracoli dell’oblio. Credente nella fede di un unico Dio, vorace di causa. Nel mezzo di una preghiera nata dalla cura, abiti nel cuore di chi non conosce risposta.

Cecilia Calistri

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