“In passato sono stata un po’ cattiva, a una strega somigliavo in verità. Son cambiata sai però, non sono più così, la vita mi è diversa, credi a me”

Le parole sono quelle della famosa Strega del Mare Ursula, nel celebre film d’animazione “La Sirenetta” del 1989. Parafrasando il testo, con una forte capacità di elasticità mentale, il concetto espresso è lo stesso proposto dall’omonima Ursula von der Leyen, eletta questo martedì a Presidente della Commissione Europea, prima donna nella storia a ricoprire tale carica. 

La nomina della von der Leyen è stata portata avanti dal Partito dei Popolari (EPP), sostenuto fortemente dall’alleata Angela Merkel con il supporto della Francia di Emmanuel Macron. La votazione del Parlamento Europeo sulla nomina è passata con 383 voti favorevoli e 324 contrari, superando di appena 9 votazioni il quorum necessario all’approvazione (374). Una vittoria di così stretto margine non è certamente casuale ed è soprattutto dettata dal suo background politico, nonché dall’avversione che ha trovato tra i Verdi e i Sovranisti. Come sorpresa degli indecisi, il Movimento Cinque Stelle si è trovato a votare a favore. A tal proposito, il leader della Lega Matteo Salvini si è così espresso circa la nomina della tedesca: 

“Tradendo il voto degli italiani che volevano il cambiamento, i grillini hanno votato il Presidente della nuova Commissione Europea, proposto da Merkel e Macron, insieme a Renzi e Berlusconi. Una scelta gravissima, altro che democrazia e trasparenza.”

Sebbene di questi tempi il governo riuscirebbe a trovare il motivo per litigare anche sulla tonalità delle piastrelle del bagno di Palazzo Chigi, è doveroso sottolineare come Ursula von der Leyen abbia suscitato dissapori non solo tra le file della compagine gialloverde ma anche tra diversi gruppi all’interno del Parlamento Europeo, primi fra tutti i socialisti, divisi a metà sulla questione. Il problema è che capire quali siano le ragioni che si celano dietro questi contrasti su tale nomina.

Nata a Bruxelles nel 1958, Ursula si sposta in Germania all’età di 13 anni. Si laurea poi in Economia alla London School of Economics e successivamente in Ginecologia all’università di Hanover. Solo nel 2005 entra a far parte della partito conservatore CDU di Angela Merkel come Ministro della Famiglia e degli Affari Sociali, poi Ministro del Lavoro e degli Affari Sociali e infine Ministro della Difesa nel 2013. Ha spesso dimostrato una forte volontà di rafforzare il potere militare europeo, sottolineando la necessità per la Germania di aumentare il contributo all’interno della NATO; non si è nascosta come sostenitrice delle politiche di austerity e per la linea dura sulla Grecia. Sul fronte interno però, durante i suoi anni in carica, l’apparato militare tedesco ha subito forti critiche per il malfunzionamento di alcuni sottomarini e veicoli e la carenza di personale. Molte accuse sono state mosse alla von der Leyen per la mala gestione dell’intera struttura interna e la stessa ha ammesso ci siano stati dei problemi nelle allocazioni dei contratti, a volte di dubbia qualità. Le sue visioni e le pesanti diffidenze sviluppate durante il suo mandato di Ministro hanno perciò portato molte parlamentari tedeschi a diffidare di una sua riuscita come Presidente della Commissione.

Nonostante inizialmente non sia stata coinvolta attivamente sul fronte della politica, essa è stata sempre stata parte della sua famiglia: il padre Ernst Albrecht è stato difatto un alto funzionario a Bruxelles negli anni della Comunità Europea e primo ministro federale della Bassa Sassonia. Soprattutto il suo background così radicato nel cosiddetto establishment comporterà molto probabilmente contrasti con le forze sovraniste avverse a questo tipo di figure di vecchio stampo europeista.

Tutto questo è stato sicuramente un forte deterrente da parte di alcune visioni più progressiste e riformatrici, soprattutto perché la candidatura della von der Leyen ha interrotto la speranza di introdurre stabilmente la procedura degli spitzenkandidaten. Il termine ricorre spesso in questi discorsi e sicuramente può risultare noto ma non del tutto chiaro.

Cos’è uno spitzenkandidat? 

Dal tedesco, vuol dire “candidato di punta” e significa che i capi di Stato propongono come Presidente il maggior rappresentante del partito che ha ottenuto il miglior risultato alle elezioni. In questo modo, si tenta di aumentare notevolmente il legame con il Parlamento, portando la struttura ad una forma più democratica, senza che la nomina sia posta dall’alto senza criteri.

In questo caso però, la nomina di Ursula è fuori da questo meccanismo, dal momento che ella non era tra i possibili spitzenkandidaten di nessun gruppo europeo. Anche questo è sicuramente un punto a sfavore che gioca un buon vantaggio verso coloro che accusano l’Europa di essere il regno dei tecnocrati non eletti dal popolo.

Ma allora perché, a fronte di tutto ciò, il Parlamento ha comunque deciso di darle questa carica e nominarla, seppur con una stretta maggioranza, Presidente(ssa) della Commissione Europea?

Basta sentire il suo discorso e fare i conti con i numeri crescenti dei sovranisti all’interno della stessa istituzione di Strasburgo. Nel lungo messaggio che Ursula von der Leyen ha espresso al Parlamento Europeo essa ha saputo esprimere sinteticamente ma con passione e veemenza la totalità dei punti che più stanno a cuore a coloro che vedono all’Europa come una nuova speranza di welfare e diritti. 

La neo Presidente(ssa) eletta ha iniziato il suo discorso in francese dedicando l’inizio a Simone Veil, prima presidentessa del Parlamento Europeo eletta nel 1979. Ha subito sottolineato l’importanza di occuparsi immediatamente del problema del Cambiamento Climatico, evidenziando la necessità di procedere più rapidamente di come si è fatto fin’ora. Ha promesso di portare avanti un Green Deal per l’Unione entro i suoi primi 100 giorni di mandato, un Sustainable Europe Investment Plan, una Carbon  Border Tax. 

“I want Europe to become the first climate-neutral continent in the world by 2050”

Si è poi focalizzata sul lato economico: favorire le Piccole e Medie Imprese con uno sforzo di investimenti, un’equa applicazione di tasse soprattutto per i grandi giganti della tecnologia che minacciano le piccole start-up, un’effettiva Unione dei Mercati di Capitali, ma soprattutto l’applicazione di un salario minimo europeo per tutti. Investimenti per i giovani, soprattutto nei programmi Erasmus e nelle opportunità che essi devono avere nel mondo del lavoro.

“It’s not people that serve the economy. It’s the economy that serves our people.”

Non si risparmia sulla disparità di genere: è disposta a non accettare membri della Commissione laddove sia evidente una disparità basata sul genere, a muoversi per portare più attenzione sulla violenza sulle donne dal punto di vista giuridico. 

Non da sottovalutare l’importanza di riferirsi alla Convenzione di Dublino e alla sua necessità di riforma per evitare che siano sempre gli stessi Paesi del Mediterraneo a farsi carico dell’ondata di migranti, ben coscenti che il salvataggio delle vite umane è un dovere. 

Senza dimenticare ovviamente il problema della Brexit per il quale ha dichiarato di essere disposta ad un maggior tempo per la dipartita se la necessità di assicurare la partnership con il Regno Unito lo richiedesse.

Tra i tanti argomenti, rimane ancora più importante la volontà di estendere l’idea dello spitzenkandidat e soprattutto, si fa promotrice della riforma per dare al Parlamento Europeo potere di iniziativa legislativa. 

Tutto ciò potrà solo essere un discorso eseguito davanti il Parlemento Europeo per avere i voti degli MEPs ma Ursula ha dimostrato di avere una visione molto più ampia di quanto ci si aspettava rispetto a tutti i problemi che al momento stanno divivendo l’Unione Europea dall’interno. Ed è proprio questo uno dei suoi punti: è necessario essere uniti dall’interno per essere più compatti contro le minacce esterne e bisogna farlo nel modo Europeo. 

Per adesso, l’unica cosa da fare è aspettare e studiare da subito i primi passi di questa nuova Commissione Europea e della sua nuova leader: donna, europeista, di esperienza e pronta a mettersi in gioco per la sua visione di un’Europa più unita, più sociale, più verde e più solida di prima. Forse, alla fine del mandato, quella che a molti è apparsa come la nuova Strega dell’Europa che ha rubato la voce del popolo europeo, avrà modo di essere ricordata sotto una luce ben diversa, verso un cambiamento radicale e quanto mai necessario dell’ intera Unione Europea.

“That is my mission. And in that, I need your help and support. I am calling on all Europeans to get involved. It is the most precious thing we have: es lebe Europa, vive l’Europe, long live Europe!”

Matteo Caruso


Sitografia

https://www.boxofficemojo.com/movies/?page=releases&id=littlemermaid.htm 

https://www.youtube.com/watch?v=CNVe2tALiQM 

https://www.euronews.com/2019/07/17/who-is-eu-commission-president-nominee-ursula-von-der-leyen 

https://www.bbc.com/news/world-europe-48841980 

https://www.bbc.com/news/world-europe-49010801

https://www.vanityfair.it/news/politica/2019/07/18/commissione-europea-donna-comando-ursula-von-der-leyen-prima-volta 

http://www.ansa.it/europa/notizie/europarlamento/approfondimenti/2019/02/21/gli-spitzenkandidaten-_d81ee598-91f6-46b5-b35f-190688c50baa.htm

http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20170703STO78828/il-parlamento-onora-simone-veill 

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/speech_19_4230

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