La volontà di non parlare sempre e soltanto di Salvini e la Lega ci sarebbe anche. Sarebbe bellissimo avere la possibilità di focalizzarsi su altri argomenti di rilievo della politica italiana. In certi periodi però sembra quasi che la Lega provi a fare di tutto per stare al centro dell’attenzione mediatica. Questi ultimi mesi all’interno della compagine del governo del cambiamento sembrano poi particolarmente roventi, sebbene il vento dell’Est stia portando un clima decisamente freddo.

L’ultima vicenda che ha coinvolto il partito del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini riguarda un incontro privato tra russi e italiani il 18 ottobre 2018 nell’Hotel Metropol di Mosca. La registrazione pubblicata dal giornale americano BuzzFeed News questo 10 luglio riporta l’intera conversazione di circa un’ora e un quarto nella quale pare si stesse discutendo di possibili finanziamenti verso la Lega da parte del governo russo per circa 65 milioni di dollari da impiegare nella campagna elettorale per le elezioni europee di maggio. Si parla dell’obiettivo della Lega di “cambiare l’Europa”. Ci si riferisce a Matteo Salvini come il “Trump Europeo”. I finanziamenti sarebbero dovuti arrivare tramite una compravendita di olio russo da terze parti, tra cui sarebbe coinvolta anche l’Eni. Quest’ultima ha smentito qualsiasi transazione e ha preso le distanze dall’intera vicenda.

Inutile sottolineare come questa vicenda sarebbe in aperta violazione del divieto per i partiti o movimenti politici di ricevere fondi da parte di governi o enti pubblici di Stati esteri o persone giuridiche residenti in uno Stato estero non assoggettati a obblighi fiscali in Italia.

Tra le persone coinvolte spicca il nome di Gianluca Savoini, storico leghista e portavoce di Salvini per nel 2013, fondatore dell’Associazione Lombardia-Russia per la promozione della visione politica del Presidente Putin in Italia. Nei primi anni di attività politica, anche dopo la sua entrata nella Lega Nord nel 1991, Savoini si è avvicinato, assieme a Borghezio, a movimenti di estrema destra con ideologie di sovranismo e autonomia. Molti sono i contatti che il leghista ha avuto con la Russia e in particolare con il partito Russia Unita del Presidente Vladimir Putin.

“Salvini si fida molto di Savoini, e fino a oggi lo ha sempre utilizzato come guida e punto di contatto per tutti i cinque viaggi che ha compiuto in Russia da quando è stato eletto segretario della Lega. Savoini lo ha sempre accompagnato personalmente e, nei viaggi più recenti, la trasferta gli è stata pagata dallo Stato italiano in quanto membro dello staff del ministro dell’Interno. Savoini era presente anche alla cena di gala avvenuta lo scorso 4 luglio a Roma alla presenza del presidente russo Vladimir Putin e dello stesso Salvini.”

(Il Post)

Dal canto suo Matteo Salvini ha saputo esibire le sue doti difensive e le sue solide capacità giuridiche acquisite durante la sua lunga carriera accademica. La parola del giorno è: querela.

Mi sono limitato a querelare quelli che accostano il nome mio e della Lega a finanziamenti che non abbiamo mai chiesto e mai avuto”

Qualcuno ha anche chiesto come intendesse il Ministro far luce sulla vicenda.

“Alla Lega è arrivato un centesimo di euro? No. Chi dice il contrario è già stato querelato

Innocente fino a prova contraria.

Qualcun altro si è domandato se il Ministro ritenesse di dover portare la questione davanti al Parlamento.

“Centro io personalmente? No”

Ma Savoini non era stato portato in Russia dal Ministro?

“Guardi, c’erano decine di imprenditori con me in quei giorni, io rispondo di quello che faccio io”

Ineccepibile.

Quando però un giornalista ha chiesto al Ministro se fosse intenzionato a querelare Savoini per aver utilizzato in modo improprio il nome della Lega per quel tipo di trattativa la risposta è stata diversa.

“Da segretario della Lega farò quello che riterrò di fare”.

Due pesi due querele.

Intanto la Procura di Milano ha aperto il fascicolo sui presunti fondi russi alla Lega. Oramai la minaccia sovietica si fa sempre più presente e pare che la sua influenza sulla democrazia occidentale non sia poi tanto marginale come si può pensare. 

Così dopo il Russiagate del Presidente Donald Trump, anche in Italia il vento rosso è arrivato e prevede di portare molto clamore all’interno della politica nostrana. Del resto, dei finanziamenti da parte di uno Stato estero per un partito politico di maggioranza, volti a sostenere i movimenti sovranisti anti-europei proprio in vista delle elezioni del Parlamento Europeo, come non potrebbero portare ad uno scandalo? Come potrebbe tutto questo, alla luce delle intercettazioni con uno degli esponenti più vicini al segretario del partito in questione, non avere rilevanza a livello costituzionale

Questo ce lo dirà solo il processo e le ulteriori indagini a riguardo.

Se a qualcuno dovesse interessare, l’euro al momento ha un valore di cambio con il rublo russo di 1 a 70.79.

Ergo, 49 milioni equivalgono a 3’468’885’068.67 di rubli.

Così, per cultura personale.

Matteo Caruso

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