Una sacca
Da cui nessuno scappa
Scandita dallo sciabordio
D’una risacca

Moto ritmico
Che mai fiacca
S’infrange e consuma
Ma il lordore
Del primitivo dolore
Mai sciacqua

È tempesta
Se tenti di trattenerla
Ti tormenta
Col suo battito
Nell’ora più funesta

È bonaccia
Nauseante e piatta
Che ti strazia
Come più gli piaccia
Mentre paziente solca
La tua faccia

E poi di colpo
Per quanto ci si abbranchi
Come un polpo
Assordante baraonda
Affonda e frastorna
Arriva un’ultim’onda
Che più non torna
E scappa via
Come un ladro
Col suo maltolto.

Danilo Iannelli

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