Il Trono di Spread – Cronache di Europa e di Stati

Dopo ben 8 anni dall’uscita della prima puntata del Trono di Spade sull’emittente televisiva americana HBO, anche quest’avventura è arrivata a conclusione. Il finale, sebbene la serie TV abbia avuto un distacco dai romanzi dell’autore George R.R. Martin a partire dalla sesta stagione, è quello che lo scrittore statunitense ha in mente come conclusione per la sua opera di stampo tolkeniano, Il Trono di Spade – Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (Game of Thrones – A Song of Ice and Fire).

Ciò che ha colpito maggiormente gli appassionati dei libri e della storia in generale, arrivando a livelli da record di audience, risiede nella strutturazione articolata del mondo dei Sette Regni di Westeros, dove Martin è stato sapiente nel dipingere i propri personaggi con sfumature reali, evitando e ripudiando una delineazione netta tra buoni e cattivi, tipica invece dei romanzi fantasy quali Il Signore degli Anelli; altra caratteristica è stata indubbiamente la presenza di diversi colpi di scena ben studiati, in una trama di intrighi politici e giochi di potere dove nessun personaggio, nemmeno se tra i protagonisti, sembra essere esente dalla minaccia della morte, in un ambiente che mantiene molte delle caratteristiche tipiche dei romanzi fantasy, quali magia, creature soprannaturali, e forti tratti di epicità narrativa.

Trattando di trame politiche autoritarie e Draghi non può certo non venire in mente l’Unione Europea.

A differenza dei Sette Regni, il Parlamento dell’Unione Europea è basato su un sistema di democrazia indiretta (Sam Tarly tossisce distrattamente n.d.r.) e ogni cinque anni i suoi cittadini sono chiamati al voto per eleggere i propri rappresentanti. I 751 Membri del Parlamento Europeo sono suddivisi in maniera proporzionale a seconda della popolazione di ciascun Stato Membro dell’Unione, in un sistema a ripartizione degressiva. Si passa da i sei rappresentanti del Lussemburgo ai novantasei della Germania, passando per i settantatre di Italia e Regno Unito.

Quasi tutti i partiti nazionali che portano avanti i propri candidati alle elezioni europee sono legati ad un gruppo parlamentare europeo nel quale confluiranno i candidati stessi, a seconda dell’ideologia di ciascuna fazione. Il Parlamento è dunque composto da gruppi di sinistra, di destra, più o meno centristi, liberali, populisti e, come ogni istituzione democratica che si rispetti, una piccola percentuale di verdi. Un po’ come i Regni di Westeros, ognuno con una sua ideologia diversa, in contrasto da anni, tutti sotto lo stesso tetto.

Ciò che però comporta spesso degli scetticismi è che, a differenza di molte strutture nazionali, il Parlamento non è l’unico organo con funzione legislativa. Accanto ad esso troviamo la Commissione Europea, il cui Presidente dal 2014 è il lussemburghese Jean-Claude Juncker. La Commissione è l’organo esecutivo politicamente indipendente dell’Unione Europea. Esso è composto da 28 membri, uno per Paese, il cui compito è assicurare l’applicazione della legislazione europea, proporre nuove leggi e definire le politiche europee assieme al Parlamento e al Consiglio dell’Unione Europea. Non avendo elezioni per la Commissione e il Consiglio, talvolta le decisioni finali dell’Unione sono accusate di essere eccessivamente distanti dalla volontà popolare, accusata di essere il regno dei tecnocrati. Del resto, anche ad Approdo del Re, Capitale di Westeros, le decisioni sono prese dal Concilio Ristretto del Re  composto di funzionari tecnici che decidono per tutto quanto il Paese.

Secondo gli exit poll per le prossime elezioni il gruppo di maggioranza dovrebbe essere the European People’s Party (EPP). Nel particolare parallelismo utilizzato in questa sede, gli EPP rappresentano quella che è la Casata Lannister. La visione è la destra conservatrice, dei Cristiani Democratici, di origini religiose oramai quasi del tutto perdute, europeista, il cui obiettivo è perlopiù preservare lo status quo, migliorando notevolmente la struttura del Regno (Unione) laddove possibile per accentrarne le funzioni e i poteri in un progressivo movimento verso il federalismo. Come maggiori esponenti troviamo Juncker, il Presidente della Commissione, e Antonio Tajani, Presidente del Parlamento. Al momento, detengono quello che è il ruolo preponderante nelle scelte dell’Unione Europea.

Juncker, come Cersei, è noto soprattutto per il suo alcolismo.

Dopo l’EPP, il secondo maggior gruppo europeo è quello della Progressive Alliance of Socialists & Democrats (S&D). L’ideologia politica racchiude quella dei maggiori partiti di centro-sinistra, anch’essa europeista, con l’idea di riformare l’Unione con un focus maggiore alle tutele per il mondo del lavoro e del mercato. Essi rappresentano in tutto e per tutto alla Casata Stark. Fintanto che l’alleanza con l’EPP o Lannister resiste, essi possono contribuire pacificamente al delineamento delle politiche europee tramite il compromesso, sebbene leggermente in una posizione inferiore rispetto agli alleati di centro destra e con visioni talvolta diametralmente opposte. Ultimamente hanno perso molto supporto nei vari Paesi Membri sebbene ci sia ancora una buona parte della popolazione che sostenga questa visione.

Laddove dovesse venire a mancare una coesione di queste due entità politiche, le forze di opposizione anti-europeiste avrebbero sicuramente terreno fertile per colpire al cuore dell’Unione.

Fino ad ora, al terzo posto abbiamo trovato the Alliance of Liberals and Democrats for Europe (ALDE). Essi rappresentano l’ala europeista più forte. Estremamente radicali, la loro idea è quella degli Stati Uniti d’Europa, in una visione nella quale l’Unione Europea assume pienamente la forma di federazione con i suoi 28 stati federali. Dal punto di vista economico, il liberismo è alla base del gruppo, dove il mercato e il privato sono al centro del sistema. Daenerys Targaryen può essere vista come il maggior rappresentante della visione di accentramento dei poteri. L’idea è quella di cambiare totalmente l’intero sistema per dare in mano all’Unione Europea il potere centrale per le politiche economiche e sociali (to break the wheel). L’Unione Europea è il bene assoluto e solo tramite essa è possibile sconfiggere il populismo dilagante e le minacce internazionali.

Una possibile alleanza dei Targaryen (ALDE) e Stark (S&D) permetterebbe indubbiamente un cambio di rotta delle politiche europee ma i contrasti ideologici sarebbero sicuramente da subito evidenti.

Finora abbiamo visto le forze istituzionali, europeiste, che mirano ad una riforma del sistema in virtù dei valori europei sanciti dai vari trattati storici. Ma negli ultimi anni si è sviluppata una nuova ideologia che ne minaccia le basi. Come gli Estranei, le correnti populiste hanno gradualmente assunto maggior potere in ogni Stato Membro. Cresce dunque negli exit poll il sostegno per il gruppo Europe of Nations and Freedom (ENF). Esso rappresenta la maggior forza di euroscettici, fermamente convinti della sovranità dei singoli Stati, pronti a tutto per delegittimare il potere dell’Unione Europea. Non appartengono propriamente all’establishment e si sviluppano come forze reazionarie contro le istituzioni politiche storiche. Gli Estranei Populisti aumentano rapidamente i propri numeri, chiamando a sé coloro che si sono sentiti traditi e abbandonati dai precedenti gruppi di sinistra e destra. I primi ad esserne minacciati sono Daenerys (ALDE) e Stark (S&D) sebbene essi rappresentino un pericolo anche per gli altri gruppi.

Poi ci sono i Verdi. Nel caso qualcuno se lo chiedesse, Jon Snow rappresenta i Verdi.

Nello specifico, rappresenta Pippo Civati.

Naturalmente, a Westeros non ci sono elezioni democratiche (scusa Sam), le decisioni vengono prese autonomamente dal regnante che detiene tutto il controllo sulla popolazione. Una monarchia, dove nessuno ha potere di decisione oltre le alte cariche di potere. Per fortuna in Europa possiamo votare per decidere chi ci rappresenterà, per stabilire chi sarà in grado di produrre le leggi e le politiche comunitarie che ci hanno così unito in tutti questi anni e ci hanno dato così tanto. Ci hanno permesso di viaggiare, di lavorare in libertà, di trovare ideali comuni al di là di barriere linguistiche e di diverse culture. Non dimentichiamolo.

Domenica 19 maggio è finito Il Trono di Spade.

Domenica 26 maggio speriamo non finisca l’Unione Europea.

Noi, nel dubbio, siamo preparati.

Winter is coming

Matteo Caruso


Sitografia:

https://tvbythenumbers.zap2it.com/sdsdskdh279882992z1/sunday-cable-ratings-nba-storage-wars-ax-men-khloe-lamar-the-killing-breakout-kings-sam-axe-game-of-thrones-much-more/89980/

https://ig.ft.com/european-parliament-election-polls/

http://www.europarl.europa.eu/meps/en/home

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