Se non vi è capitato di vedere nella vostra home di Facebook il video o almeno uno spezzone del video tratto dal TG di La7 in cui Enrico Mentana si rivolge a Matteo Salvini può esserci solo un motivo: non siete entrati su Facebook negli ultimi giorni. Nel caso in cui invece lo abbiate visto, è doveroso fare una breve premessa, per ricostruire lo scenario che ha portato a questo spezzone epocale della televisione italiana.

Tutto parte ovviamente dal ministro degli interni Matteo Salvini, che nel corso di un comizio a Legnago del 12 maggio scorso, si è scagliato contro i telegiornali, già più volte protagonisti dei quotidiani j’accuse del leader leghista:

“Vi sfido: fate un esperimento, andate a guardare stasera i telegiornali, Tg1, Tg5 o La7. Non affronteranno nessuno degli argomenti dei quali stiamo parlando qui in piazza, ma parleranno solo di fesserie di cui non importa nulla a nessuno”.

Non si è fatta attendere la replica da parte di esponenti dell’opposizione, tra cui il candidato alle europee nelle liste del PD Massimiliano Smeriglio:

“Salvini il censore se la prende oggi con Tg1, Tg5 e La7, siamo all’editto di Legnago. Il vicepremier e ministro dell’Interno, che ha costruito la sua fortuna politica negli studi dei talk ed oggi è presenza fissa nei telegiornali, compresi quelli che attacca, dimostra di non avere il benché minimo senso della realtà. Ha un’idea dell’informazione molto simile a quella del suo amico Putin.”

Quello che però non ci si sarebbe mai aspettati è la risposta da parte di uno dei diretti interessati. O meglio, non ce lo si sarebbe mai aspettato se non si conoscesse la persona in questione, negli ultimi anni sempre più al centro dell’attenzione sui social network per la sua tempestività e acrimonia nel rispondere alle critiche e ancor di più ad attacchi personali spesso e volentieri ingiustificati.

La risposta arriva la sera seguente, in apertura dell’edizione serale del telegiornale:

“Come vi accennavo nell’anteprima del giornale, questa sera Salvini tanto per cambiare ha scelto un nuovo obiettivo. Non più conduttori televisivi o scrittori o quant’altro che non gli piacciono ma direttamente i telegiornali. È segno che evidentemente in questo momento lui o chi gli indica gli obiettivi comunicativi ritiene che faccia gioco prendersela con i telegiornali. A noi francamente, con tutto il rispetto per il ministro dell’interno fa un baffo una critica come questa che, a proposito, vi spiego. Ha detto testualmente Salvini in un comizio a Legnago: “Vi sfido: fate un esperimento, andate a guardare stasera i telegiornali, Tg1, Tg5 o La7. Non affronteranno nessuno degli argomenti dei quali stiamo parlando qui in piazza, ma parleranno solo di fesserie di cui non importa nulla a nessuno”. Forse dovremmo parlare del concorso “Vinci Salvini” che ieri è stato lanciato sui social dello stesso ministro dell’interno, forse più seriamente delle famose centinaia di migliaia di rimpatri che un anno fa erano stati promessi in campagna elettorale e che non ci sono stati affatto, ma sicuramente ne avrà parlato nel suo comizio, il ministro dell’interno. Col sorriso sulle labbra ricordiamo a Salvini che abbiamo avuto modo di attaccare e criticare per queste scelte inconsulte di offesa all’informazione chi ha governato prima di lui e con più titolo e per più lungo tempo. Certo, queste cose non fanno paura e francamente non modificano neanche il nostro modo di lavorare che sarà comunque sempre sine ira et studio – anche Salvini ha fatto il classico con noi – nei suoi confronti.”

Bizzarro è il fatto che l’attenzione di molti si sia concentrata sul fulmen in clausola – tanto per restare in tema – in latino e non sul fatto che un ministro degli interni abbia attaccato senza un particolare motivo tre telegiornali e che sia risultata necessaria una presa di posizione forte da parte del direttore di uno di essi, ma d’altronde è più che comprensibile che nel Paese in cui il film “Avengers: Endgame” ha provocato un boom di ricerche su Google del significato del termine “ineluttabile” un’espressione come “sine ira et studio” possa provocare scompiglio.

A renderne particolarmente ostica la comprensione è la differenza tra il significato che oggi viene dato al termine “studio” e quello originale. Traduzione alla lettera è infatti “senza animosità e simpatia” o “senza ira e pregiudizi”.  L’espressione latina è tratta dagli Annales di Tacito, storico romano vissuto a cavallo tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo e considerato il massimo esponente della storiografia latina, il quale con queste parole dichiara il suo obiettivo di narrare i fatti storici con assoluta imparzialità, obbiettività e oggettività.

Diversi commenti sono stati inerenti all’errore di utilizzare una citazione colta ed erudita, sottolineando il rischio che questo possa essere visto dai più oltranzisti tra gli elettori salviniani come l’ennesimo tentativo da parte del prossimo di elevarsi a professore. Insomma, c’è chi sostiene che rispondere al becero con il latino sia controproducente. Tuttavia, ed è mia modestissima opinione, non è così: il fuoco non si spegne con il fuoco, ma con l’acqua. Se c’è chi si impegna a dipingere il mondo con tinte fosche per evidenziare quanto c’è di brutto, ci deve essere chi difenda il bello; se c’è chi semina ignoranza, ci deve essere chi accanto a quei semi pianti cultura, sapendo che germoglierà più tardi, ma che sarà più forte; se c’è chi vuole censurare, ci deve essere chi scriva libri, se c’è chi sparge odio, ci dev’essere chi diffonda amore.

Particolarmente importante è poi il riferimento a Tacito da parte del direttore di un telegiornale, perché a quello dello storiografo latino identico è, con le dovute proporzioni, l’obiettivo di Enrico Mentana. Chiaro è il suo intento di portare agli occhi del telespettatore – o nel caso dei suoi post su Facebook, agli occhi dei fan della sua pagina – più modi di vedere il medesimo fatto, tentando di non privilegiare nessuna delle varie ipotesi. Obiettivo che però, più volte, lo ha fatto peccare di cerchiobottismo, portandolo a non schierarsi in occasioni nelle quali sarebbe stata necessaria una presa di posizione più decisa.

Non è questo comunque certamente il caso, e anzi, la fermezza della sua risposta ha già fatto il giro nel mondo, anche nei modi più insospettabili… Quattro giorni fa, infatti, il video del messaggio di Mentana è stato caricato niente meno che su PornHub, giusto per restare in tema d’amore. Non vi lascio il link, ma potete facilmente trovarlo cercando: “Italian Journalist cumshots on Vice-President of the Council of Ministers”. La situazione ci sta sfuggendo di mano.

Paolo Palladino

 

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