Domani il Napoli affronterà l’Arsenal nel ritorno dei quarti di finale di Europa League e sarà costretta a rimontare il 2-0 dell’andata per continuare a lottare nell’unica competizione in cui è ancora in gioco per la vittoria finale.

Nella partita della settimana scorsa il Napoli è rimasto vittima dell’impetuosità e del ritmo della formazione londinese, specialmente nel primo tempo.

L’aspetto che Ancelotti ha voluto sottolineare nel post partita dell’andata è stato quello della fragilità mentale dimostrata proprio nei minuti iniziali. Gli Azzurri sembravano infatti impauriti e non sono stati minimamente in grado di reggere i ritmi forsennati degli avversari

Durante la seconda frazione di gioco l’Arsenal ha abbassato il baricentro permettendo al Napoli di risalire il campo per poi colpirlo in contropiede, ma la formazione ospite ha preferito gestire la palla con intelligenza senza rischiare troppo. È chiaro che segnare avrebbe reso il match di ritorno un po’ meno ostico ma già in quel modo aveva rischiato di subire il terzo gol in svariate occasioni, sventate dal provvidenziale Meret.

Per contrastare il 4-4-2 di Ancelotti, Unay Emery ha schierato i suoi Gunners con un 3-4-1-2 composto da Kolasinac e Maitland-Niles sugli esterni, Ramsey e Torreira al centro e Ozil dietro le due punte Aubameyang e Lacazette. 

La posizione del trequartista tedesco è risultata determinante in più occasioni, rubando molti palloni nella zona di Allan e Fabian Ruiz, i quali venivano costantemente pressati dai due interni avversari. Proprio questa pressione porta al secondo goal dei padroni di casa, quello di Torreira che, scippando palla a Fabian Ruiz, si invola verso la porta e punisce il portiere azzurro grazie ad una deviazione decisiva di Koulibaly.

L’unica vera palla gol costruita durante la notte dell’Emirates dagli uomini di Ancelotti è quella capitata sui piedi di Zielinski che, a due passi dalla porta di Cech, arriva male sul pallone e lo calcia sul fondo.

In quell’occasione il movimento sulla fascia destra di Insigne era stato premiato dal lancio in verticale di Callejon che ha scavalcato Kolasinac e quindi attratto sull’esterno due dei tre difensori centrali avversari, lasciando di fatto Zielinski da solo in area di rigore.

Ed è proprio partendo da questa occasione che il Napoli dovrà costruire la rimonta e sfruttare al meglio i punti deboli della creatura di Emery. 

Presumendo che l’allenatore spagnolo manderà in campo la squadra con lo stesso schieramento dell’andata (considerando anche che con un sistema difensivo a 4 aveva perso 3-1 la trasferta contro il Rennes valida per gli ottavi di finale) il Napoli dovrà puntare alla ricerca della profondità nella zona di Nacho Monreal e di Kolasinac, entrambi non particolarmente veloci e propensi alle distrazioni, per poi mettere palloni in mezzo. Molto probabilmente però l’Arsenal non concederà molte di queste situazioni alla squadra napoletana che questa volta dovrà essere in grado di gestire il pallone nonostante gli avversari abbiano più densità in zona centrale.

Enrico Izzo

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