Tutti lo amano. Tutti lo odiano.
Shia LaBeouf si è dato molto da fare in questi ultimi anni per diventare uno degli attori più controversi di Hollywood.

Non è un caso se nel 2017 è stato scelto per il interpretare John McEnroe nel film “Borg McEnroe”; anche lui, come il tennista americano, si è aggiudicato il titolo di supermonello del cinema. Arresti vari, insulti davanti alle telecamere, scontri con i paparazzi, e tutte le altre componenti del pacchetto “ex-ragazzo-prodigio-di-Disney-Channel-che-si-ribella-allo-star-system”, hanno fatto di LaBeouf un’icona.

Su Instagram si trovano anche una serie di account dedicati ai suoi outfit, che hanno contribuito a trasformarlo in un “Normcore Fashion God”; a volte homeless a volte hipster, è tutto un mix di felpe bucate e anfibi da navy seal.

Ma se le sue sfuriate non stupiscono più gli avidi lettori di tabloid, Shia continua a stupire i suoi fan con le sue doti eclettiche.

Da qualche anno organizza esperimenti artistici, come la performance dai toni narcisisti del 2015, “ALLMYMOVIES”; una proiezione ininterrotta dei suoi film in ordine cronologico inverso all’Angelica Film Center di New York, mentre la postazione dell’attore era ripresa 24 ore su 24.

Il successo di queste performance convince Shia, nel 2017, a mettere la sua arte al servizio di una buona causa: cacciare Trump dalla Casa Bianca.

LaBeouf e il suo collettivo decidono di installare una webcam fuori dal New York’s Museum of Moving Image, con l’intento di lasciarla trasmettere per tutta la durata della presidenza Trump, permettendo a chiunque di manifestarvi davanti.
Il nome del progetto è “He Will Not Divide Us”; slogan che viene ripetuto davanti alla telecamera da Shia e dagli altri ragazzi che prendono parte al progetto.
La performance viene accolta benissimo sin dalle prime ore, con la partecipazione di molte persone e di personaggi del mondo dello spettacolo e della musica, come Jaden Smith.

Quello che forse Shia ancora non si aspetta è l’eco che questo evento avrà nella comunità pro-Trump di internet, che lo trasforma in un vero e proprio bersaglio da abbattere.

Nel live stream della performance iniziano incursioni di supporter del Presidente, che fanno innervosire l’attore in diretta, e danno inizio ad un boicottaggio di massa.
Trasformato in una specie di gioco, il sabotaggio del progetto “He Will Not Divide Us”, viene messo a punto da alcuni nerd di estrema destra attraverso la piattaforma online 4chan. L’obiettivo è quello di rendere impossibile lo svolgimento della performance, che viene raggiunto con l’arresto di Shia, appena qualche giorno dopo l’inaugurazione, per le minacce fatte durante lo streaming ai sostenitori di Trump.

Nonostante tutto, LaBeouf non si piega a questo cyber-bullismo e sposta l’esibizione nel New Mexico, dove viene nuovamente sospesa a causa di atti vandalici, spray sulla telecamera, e alcune segnalazioni di colpi di arma da fuoco sparati nella zona.

Ma chi conosce il protagonista di “Nymphomaniac” sa che non è un tipo che si piega facilmente. Ecco quindi che Shia riprende il suo progetto, ma stavolta servendosi di un’escamotage per sfuggire agli hacker di 4chan.
Lo comunica attraverso un live stream nel quale non si vede altro che una bandiera bianca con la frase “He Will Not Divide Us”, che sventola in un cielo d’America non definito.

Shia è finalmente sicuro della sua trovata. Forse troppo sicuro. E in questa sua sicurezza sottovaluta il plotone dei soldati del Presidente, che hanno fatto della vita online la loro unica realtà.
Bastano infatti poche ore per preparare un’azione di localizzazione, degna della cattura di Osama Bin Laden.
Con tanto di studio delle rotte degli aerei e delle loro scie, i troll di 4chan riescono a restringere il campo fino ad individuare la bandiera nella zona di Greeneville, in Tennessee.
Ciò che succede dopo è documentato dal triste live stream, nel quale si vede, nel cuore della notte, la bandiera che viene smontata e sostituita dall’inconfondibile cappello rosso “Make America Great Again”.
Le ultime notizie della bandiera sono arrivate via Twitter dal suo rapitore.

Shia LaBeouf, dopo questo episodio, non ha ancora annunciato la data della prossima performance, ma siamo sicuri che non si è dato per vinto.
Del resto ha solo perso una battaglia.
L’importante è vincere la guerra.
Sopratutto quella contro Trump.

Benedetta Agrillo

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