Khamsin

Si sollevò dalla steppa
sabbiosa e sterile
d’un’indifferenza secca

Non lo videro
Non lo sentirono:
Caddero,
Corpi morti
dai colpi sordi
d’un vento scaturito
da respiri e sospiri
Stritola sinuoso
tra le spire dei sensi

Scivola? Simula:
scende, poi sibila
S’insinua suadente
e svanisce sovente
lasciando al suo passo
solo l’insondabile silenzio
d’uno sguardo.

Paolo Palladino

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