Ci ricordiamo bene della Barcellona sotto le luci di Javier Aguirresarobe, l’arancio ed il verde caldissimi che abbracciavano la capitale catalana, il corpo della Johansson, la frenesia della pittrice Maria Elèna (Penelope Cruz).

Alla regia stava Woody Allen, già nel 2008 attratto dalla penisola iberica, tanto da ambientarvi Vicky Cristina Barcelona. Film sensuale, piacevole, delicato che riprendeva un tema amatissimo dalla cultura americana: il rapporto tra la sensibilità statunitense e l’Europa in termini di luce-ombra, semplice-complesso, dovere-libertà.

Ripensando a questo tracciato narrativo ed ideologico che aveva fatto la fortuna di Henry James e James Ivory, Allen aveva prodotto uno dei suoi film più fortunati al botteghino.

L’asse Francia-Italia-Spagna guarda con occhio benevolo al regista: non è un caso che proprio dalla spagnola Mediapro sia arrivata l’offerta di poter girare i suoi prossimi progetti nelle città basche di San Sebastian e Guypuzcoa.

Il suo ultimo film, A Rainy Day in New York, è stato recentemente scartato tra i progetti da distribuire dagli Amazon Studios, che hanno deciso di scindere anzitempo il contratto con il regista. Per il cast la scelta di Allen s’era indirizzata su Jude Law, Selena Gomez, Elle Fanning, Rebecca Hall, già presa per Vicky Cristina Barcelona.

Allen, legatosi ad Amazon per la produzione e la distribuzione di quattro suoi progetti, ha risposto facendo causa per 68 milioni di dollari, dovuti per inadempimento contrattuale, il 7 febbraio. Gli studi hanno risposto difendendo la legittimità della rottura degli accordi.

Il tempismo di questa scissione la mostra in perfetta sincronia con il movimento #MeToo e la riemersione delle accuse di Dylan Farrow. Tra i sostenitori del regista si potranno trovare Jude Law, protagonista di A Rainy Day in New York ed il premio Oscar Javier Bardem, che lo ha difeso durante una masterclass a Lione. Altro discorso va fatto per Timothee Chalamet, Colin Firth, la Gomez e Rebecca Hall, che hanno affermato di pentirsi dall’aver lavorato con Allen.

Fortuna, per il regista, che la Mediapro sia stata solerte ad offrirgli appoggio finanziario, difendendo la relazione professionale che da 10 anni intercorre tra la produzione e Allen.

Sarà pertanto in terra iberica che il regista newyorchese potrà sviluppare i suoi prossimi progetti, adesso in stato embrionale, secondo quanto affermato dal produttore Jaume Roures.

Antonio Canzoniere

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