Pratica yoga “zen” sorridendo a chiunque le sia in torno: è bionda e donna ed è ufficialmente la prima donna a ricoprire la carica come Presidente della Repubblica Slovacchia.

Porta con sé una politica progressista e social-liberale: proprio in Slovacchia, terra famosa per la sua poca affluenza elettorale soprattutto in ambito europeo, può portare decisamente una grande novità all’interno dello scenario UE.

“Sono felice del risultato perché si vede che nella politica si può entrare con opinioni proprie e la fiducia si può conquistare anche senza linguaggio aggressivo e colpi bassi. L’onestà nella politica può essere la nostra forza”.

Le lotte di Zuzana sono state sempre su due tematiche principali: ambiente (specializzata da tempo anche nel settore privato) e trasparenza.

La trasparenza è per lei stessa un mantra fondamentale, ci racconta infatti di quanto sia stata determinante la sua battaglia durante l’uccisione di Ján Kuciak che porta con se l’enorme crisi del governo slovacco.

La Slovacchia potrebbe quindi essere un nuovo attore all’interno del panorama europeo, un attore che comporterebbe una società civile forse più attenta e partecipe alla questione europea.

Alle ultime elezioni, il dato più determinate secondo l’Eurobarometro 2014 è quello della loro affluenza: intorno al 13% con “vanto” di essere il più basso d’Europa.

Importante sottolineare che in ogni caso la Slovacchia rappresenta una forma di governo non presidenziale ma una repubblica parlamentare, questo comporta dei poteri relativamente minori rispetto al Primo Ministro che attualmente è Peter Pellegrini.

La rivoluzione però è da prendere in considerazione relativamente, soprattutto in uno stato dove il Presidente della Repubblica è rappresentante dello stato all’estero (con poteri quindi molto importanti all’interno dell’Unione) e rappresentanza cerimoniale. Fondamentale è in ogni caso la possibilità di elezione di un Presidente della Repubblica in diverse forme: nel caso della Slovacchia per diventare presidente il candidato deve ottenere il 50% dei voti popolari, se questo non accade nel primo turno, si va al ballottaggio.

In questo caso, un volto femminile ha affascinato e portato alla decisione del popolo slovacco di una carica così importante: questo è un netto cambiamento di logica e ideologia femminile.

Le classi dirigenti necessitato di skills miste che devono amalgamarsi fra loro: non è più possibile pensare un mondo dove le soft skills e le hard skills appartengono a un unico sesso.

È fondamentale per la nuova classe politica europea che possa prendere in considerazione il valore della mente femminile: la percentuale di membri e tecnici femminili è sempre più bassa ma questo comporta a un immobilismo strategico e qualitativo.

Speriamo che questa carica comporti uno dei tanti piccoli passi che stiamo affrontando nel nostro nuovo millennio: un mondo più equo, misto e brillante!

Giulia Olivieri

 

 

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