Concediti per un istante al mio abbandono
Alla forza sotterranea che ti percorre
La schiena inarcata, le gambe schiuse
Come il fiore verso un vento fecondo
Apri le braccia e accogli il mio corpo.
Distesa, spoglia nel candido assenso,
Un lampo, ferita, sei sangue e sacrificio
Selvaggia preghiera che si lascia profanare
Mentre questa pioggia soffoca il pianto.
Così rinasci, torbida primavera,
Infrante le catene del timore
Dopo lo spegnersi di questa vita
Ansimante; sparsa sulla tua pelle
La mia forza finirà di bruciare
Quando nel petto crollerà il silenzio.
Liberami, la mia beatitudine è nera, pesante;
Liberami dal male, figlia della vanità.
Sono esausto, un freddo vuoto negli occhi
Disegna la mia anima.
Tra solitudine e disperazione fingo
Una felicità tanto simile alla morte,
Ma il desiderio assale come oceano
La mia fragile resistenza:
Torno a cercarti dove finisce il mio calore
Dove ho scelto di trovare la tua essenza
Dove le lacrime convergono e il dolore trema
Sulle labbra sfinite la resa:
cadi dall’alto del sogno supplicando una voce,
La confessione del mio istinto tace,
Mi allontani, un grido graffia la mia indifferenza:
Ingannata, non avresti dovuto cedere
Alla mia sete tutta te stessa.

Lorenzo Pironi

 

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