Un (ambiguo) inno al trash

Due uomini in frac – Paolo Bonolis e Luca Laurenti – corrono gioiosi in una discarica a cielo aperto. I gabbiani che volteggiano sulle loro teste, in un sereno e pacifico cielo azzurro, ingombrato soltanto da qualche innocua nube, fanno incetta dell’immondizia che ingombra continuamente l’inquadratura. L’atmosfera è pacifica: i movimenti dei due sono rallentati dallo slow motion; la luce è calda, diffusa da una leggera foschia, e la scena è accompagnata  dalle note anni ‘70 di Wuthering Heights di Kate Bush. Ad un certo punto Luca Laurenti raccoglie, tra il pattume, una splendida rosa rossa, porgendola a Paolo Bonolis: egli, quasi inorridito, la getta via con noncuranza, invitando il suo sodale a proseguire in questa loro vivace corsa, prefigurando, con i suoi gesti, l’imminente visione di ben altre meraviglie. Luca Laurenti, sorpreso e interdetto, lo segue e i due riprendono la loro corsa. I due giungono allora sull’orlo di un crepaccio: qui la scena ritorna a scorrere ad un tempo normale, non rallentato. Con un ampio ed eloquente gesto del braccio sinistro, Paolo Bonolis indica al suo compagno l’infinito mare di spazzatura che li circonda: “Eh? Il futuro…” aggiunge, mentre l’inquadratura si allarga rapidamente, mostrando il mare di pattume nel quale i due uomini sono immersi. “Bello…” aggiunge quasi trasognato Luca Laurenti, mentre il soddisfatto Paolo Bonolis risponde con un “Eh sì…”. L’inquadratura si allarga ancora fino a mostrare che, tutta la scena appena vista è trasmessa da un televisore, anch’esso situato in una discarica e attorniato da immondizia.

Con questa promo, trasmessa sui canali Mediaset, è stata annunciata nelle ultime settimane la trasmissione di Ciao Darwin 8 – Le terre desolate, che prenderà il via proprio questa sera. Il celebre varietà e game show, nato proprio da un’idea di Paolo Bonolis, ha visto la sua prima messa in onda nel lontano 1998; il gioco messo in atto dal programma, per chi non lo sapesse, consiste nel mettere di fronte due categorie umane antitetiche e farle gareggiare, per decretare quali caratteristiche dovrà avere l’uomo del terzo millennio; da questa rilettura della teoria evoluzionistica di Charles Darwin prende appunto forma l’ironico titolo di Ciao Darwin. Il programma, ben presto, è entrato a far parte della cultura pop italiana e ha rappresentato, quasi fin da subito, un vero e proprio inno al trash, che Paolo Bonolis ha saputo sapientemente utilizzare per divertire e catturare il suo pubblico.

La promo di quest’ultima edizione ha colpito profondamente la mia attenzione: infatti essa, oltre ad essere oggettivamente gradevole all’occhio, presenta a mio avviso diversi piani di lettura; elemento questo che la rende non solo un’ottima pubblicità per il programma, ma anche il punto di partenza per vari spunti di riflessione. La protagonista assoluta di questo spot è sicuramente l’immondizia o, meglio ancora, il trash, sia nel suo senso letterale – quello di spazzatura e ciarpame – sia nel suo senso derivato – ovvero in quel gusto che prevede il recupero, la valorizzazione e il compiacimento di tutto ciò che è normalmente considerato volgare, quasi grottesco.

Una prima lettura, quella più immediata, è appunto quella ambientale: il futuro sarebbe, in questo senso, un immenso mare di immondizia nel quale, per forza di cose, finiremo per sguazzare felici. La rosa gettata via, in questo senso, rappresenterebbe la natura e l’ambiente che l’uomo sta gettando via con indifferenza. Questo primo significato, che mi pare abbastanza eloquente, basta da solo a dare forza a questa promo; il tema ambientale sensibilizza – per fortuna – sempre più persone e il problema dell’inquinamento e in particolar modo dello smaltimento dei rifiuti ci riguarda sempre di più in prima persona – e chi come me vive a Roma sa perfettamente che cosa intendo. Non so quanto sia voluto ma l’inizio del programma coincide con il Global Strike For Future del 15 marzo 2019: inutile dire come uno spot del genere, in una giornata come oggi, possa avere una risonanza ancora maggiore, amplificando esponenzialmente le sue capacità di comunicazione.

La seconda lettura, forse un po’ meno immediata, ma altrettanto coerente è quella che prevede un’interpretazione metaforica di alcuni simboli presenti nella promo. L’immondizia potrebbe allora rappresentare il gusto del trash televisivo – che abbiamo detto, il programma rappresenta a pieno – che sommerge e dilaga ovunque e che viene indicato dallo stesso Bonolis come il futuro. Un altro simbolo importante è quello rappresentato dalla rosa gettata via da Bonolis: essa potrebbe allora rappresentare il buon gusto e la bellezza che, nella comunicazione di oggi, perdono sempre di più valore, sovrastati da contenuti sempre più eclatanti e kitsch. Ciò viene ben evidenziato dal fatto che tutta la scena che vediamo è trasmessa da una tivù che è a sua volta immersa nell’immondizia, che fonde inevitabilmente le due letture. Il trash al quadrato, insomma: il trash figurato immerso nell’immondizia reale.

Insomma, da qualsiasi punto di vista la si guardi, questa promo risulta ben costruita e veicolatrice di significati ben precisi. Bonolis è da sempre un maestro della comunicazione, incredibilmente capace di restare fedele a se stesso e, allo stesso tempo, di innovarsi – di certo non si resta per così tanti anni in tivù se non si è in grado di comunicare. Questa promo non può non invitare alla riflessione: che direzione stiamo prendendo? Quell’esclamazione finale trasognata che indica il futuro come una montagna di immondizia non può non far sorgere questa domanda. La conclusione è dunque abbastanza amara e anche un campione nel valorizzare il trash come Bonolis appare preoccupato di questa direzione, così ben delineata, verso la quale procede il futuro – della comunicazione e del mondo tutto.

Va riconosciuto infatti come Paolo Bonolis abbia intuito, forse prima di tutti, quanto il trash potesse essere proficuo nella comunicazione televisiva: egli è stato un vero pioniere del trash in tivù e ha saputo sempre adattare i suoi programmi – molto spesso assai pregni di significati tutt’altro che banali – a questa forma di comunicazione, riuscendo a bilanciare intelligentemente forme comunicative più immediate e accessibili al grande pubblico a quelle più velate e dense di significati nascosti.
Il ritorno di Ciao Darwin dunque, presentato con una siffatta promo, sancisce forse la consacrazione del trash come linguaggio artistico dominante dei nostri giorni e del futuro – almeno quello più prossimo – e come vero e proprio significante che trascende e va oltre il suo significato. Vedremo se gli ascolti confermeranno questa teoria e gli daranno ragione.

Danilo Iannelli


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