Un vento fischia di vita i panni stesi
Che sembrano soffrire la morsa
Opprimente delle mollette bianche,
Mentre la finestra si ostina di rugiada
Dal mattino di questo giorno umido.


Gli infissi mi difendono senza scopo
Dal buio e dal gelo della notte,
Lamierando il palazzo di fronte
Cha ha la mia stessa identica visuale.

Una macchina anticipa l’arrivo
Annnunciandosi col rombo motore,
Il rumore scende, si avvicina
per un istante mi è perpendicolare
Attraversa l’udito e la percezione,
Come un pendolo senza ritorno
Si dilegua perdendosi nel buio
Tristemente lo perdo e se ne va:

In questa via fin troppo urbana
– Dove regna la solitudine e il ricordo –
Tutto ha freddo ma non lo sa.

Manuel Torre 

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