La Rivoluzione a Venezia

Più o meno quarant’anni fa, Alberto Moravia, nel romanzo “1934”, descriveva Capri come un paradiso selvaggio e un refugium peccatorum per tutti coloro che volevano evadere dalla cruda realtà del fascismo.

All’ultima edizione del festival di Venezia, il regista napoletano Mario Martone ha presentato un film che più o meno ricorda l’opera di Moravia.

Si chiama “Capri-Revolution”, e racconta, attraverso gli occhi della giovane pastorella Lucia, la vita di una comune di artisti nordeuropei che si trasferisce sull’isola a ridosso della Prima Guerra Mondiale.

È un film che parla di una rivoluzione su due livelli: quello personale di Lucia, che scopre una crescente necessità di affermare la propria libertà, e quello ideologico, espresso dall’esperimento sociale messo in atto sull’isola dagli artisti della comune.

Questa rivoluzione viene rappresentata dal regista, così come Dennis Hopper la rappresentava in “Easy Rider”: totale, coinvolgente, e spaventosa agli occhi di chi ne resta fuori. E quelli che ne restano fuori sono i familiari di Lucia, sopratutto i suoi due fratelli, spaventati e contrariati dall’avvicinamento della sorella a questo mondo libertino.

Sarà Seybu, pittore e leader carismatico della comune, il ponte di collegamento attraverso il quale, Lucia trova la speranza di una via di fuga verso la libertà.

Nella pellicola, è chiaro il riferimento alla comune che fondò a Capri, nei primi del Novecento, il pittore tedesco Karl Diefenbach; avanguardista dei movimenti pacifisti che ispira il personaggio di Seybu.

A fare da sfondo alla sincera ribellione giovanile, e ai facili entusiasmi ideologici, c’è la natura selvaggia dell’isola; silenziosa e severa, come una guardiana delle vite dei protagonisti, fa dell’isola parte attiva del racconto.

Una menzione particolare è riservata all’interpretazione di Marianna Fontana nel ruolo di Lucia. Alla seconda esperienza sul grande schermo, l’attrice campana riesce, con i suoi occhi vivi, a incarnare perfettamente la spontaneità e la genuinità della pastorella che viene iniziata a una realtà nuova.

Anche gli altri membri del cast danno prova, nonostante la giovane età, di saper incarnare personaggi lontani da noi nel tempo e nello spirito, dimostrando qualità attoriali degne della tradizione cinematografica napoletana.

“Capri-Revolution” riserva a Martone un posto d’onore tra quei registi napoletani che raccontano tradizioni e cultura attraverso il loro lavoro.

Dopo “Il Giovane Favoloso”, ci stupisce ancora con il lato nascosto della storia, quello che non conosciamo o non ci aspettiamo.

Imperativo non perderselo, se non altro per l’ambientazione.

Benedetta Agrillo

SITOGRAFIA:

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: