Sempre in cerca di un colpo più grosso del precedente, Lupin III si ritrova in un paesino incastonato nelle Alpi, dominato dalla “dinastia del Caprone”, i Cagliostro, falsari di fama centenaria arroccati nella loro fortezza di sfarzo mitteleuropeo.

Alla vigilia del matrimonio forzato tra il Conte e la ribelle duchessina Clarisse, Lupin si scopre cavaliere da ladro che era e svela il segreto della famiglia. Naturalmente, il nostro è accompagnato dall’inseparabile Jigen e dal samurai Goemon, inseguito dall’irreprensibile Zenigata e raggiunto dall’amica-nemica Fujiko.

Il debutto alla regia di Miyazaki (1941) è realizzato sotto l’ascendente di uno dei personaggi più amati del piccolo schermo made in Japan. Il soggetto viene dalla mente di Monkey Punch (nome d’arte di Kazuhiko Kato, 1937), creatore dei manga sul ladro gentiluomo che è successore e reincarnazione di quel Lupin originario di Maurice Leblanc.

Qui ci sono già premonizioni delle future opere del regista giapponese: l’ambientazione trasfigurata e scivolante nel fantastico; l’elegia e la dolcezza delle scene in duetto tra Lupin e Clarisse; la presenza, qui messa in sordina, della magia in simbiosi con i luoghi.

Il tutto è perfettamente orchestrato in equilibrio con i personaggi e i loro caratteri consolidati, con una sceneggiatura disinvolta scritta dal regista con Haruya Yamazaki e musiche di Yuji Ono, che aveva già lavorato alla serie animata.

Sembra già di poter vedere gli scenari del Castello errante di Howl e i voli di Porco Rosso: Miyazaki prende i personaggi della serie e li traspone nella dimensione della fiaba sapendo dosare i toni e le sfumature, in un’Europa vicina all’ideale, astratta, quasi da sogno.

Punti di forza del film sono il suo ritmo veloce, il disegno dai colori tersi, il brio sapiente delle trovate. Secondo di una lunga serie di trasposizioni per il grande schermo della serie manga, il film uscì nel 1979, fu presentato a Cannes e arrivò in Italia solo nel 1984.

Antonio Canzoniere

                                                                           

Rispondi