Domenica il Real Madrid ha perso la sesta partita in campionato su 18 giocate. Le Merengues contro i baschi della Real Sociedad, come molte altre volte in questa stagione, hanno prodotto una considerevole quantità di palle-gol senza però riuscire a sfruttarne neanche una.

Ma partiamo dal principio.

I problemi per la squadra di Florentino Perez iniziano ancora prima dell’inizio del precampionato.

Infatti, dopo l’addio di Zinedine Zidane, il club di Madrid il 12 Giugno ha annunciato il nuovo allenatore: Julen Lopetegui. Niente di strano fin qui, tranne un piccolo dettaglio: Lopetegui era ancora il Commissario Tecnico della Nazionale Spagnola.

La Federazione, per usare un eufemismo, non gradì ed esonerò l’allenatore a poche ore dall’inizio del Mondiale.

Quest’inizio a dir poco rocambolesco non portò sicuramente tranquillità ad un ambiente e ad una tifoseria “viziata” come quella del Real Madrid, abituata a vincere e poco avvezza alla sportività in caso di sconfitta.

Il nuovo tecnico, oltre ai problemi derivanti dalle scorie della sua precedente occupazione, dovette affrontare l’ingrato compito di gestire l’addio di un campione ingombrante come Cristiano Ronaldo, accasatosi in estate alla Juventus, e di doverlo sostituire con il giovane Mariano Diaz, prelevato dal Lione ma con un passato nelle giovanili del Madrid.

La prima partita ufficiale si trasforma in un incubo e vede i Blancos perdere per 4-2 la Supercoppa  Europea contro i cugini dell’Atletico Madrid.

L’inizio della Liga, invece, vede i Galacticos partire bene, con un Gareth Bale in gran forma a segno in tutte e tre le prime partite.

L’idillio però non dura molto e a Siviglia arriva la prima pesantissima sconfitta per 3 a 0 che rimette tutta la squadra in discussione.

A quella dura lezione seguirono altre 3 sconfitte (contro CSKA Mosca, Alaves e Leganes), un pareggio a reti bianche contro l’Atletico Madrid e un’unica vittoria contro il modesto Viktoria Plzen.

Si arriva cosi al 28 Ottobre, giorno del Clasico contro il Barcellona, che segna la fine dell’esperienza a Madird dell’ex tecnico delle Furie Rosse. La partita infatti finisce con un netto 5 a 1 per i catalani e ne determina l’esonero.

Probabilmente il lavoro di Lopetegui avrebbe avuto bisogno di più tempo per imporre il suo gioco ad una squadra composta prevalentemente da campioni esperti ed abituati ad un altro tipo calcio, meno dogmatico e più libero.

Quel che è certo è che le fortune, e i trofei, di Zidane sono arrivati grazie alla capacità di gestione di uno spogliatoio che ha visto un tecnico giovane e carismatico adattarsi alle esigenze di un gruppo di calciatori che lo ha ripagato vincendo tre Champions League consecutivamente.

Così Perez, sperando in uno “Zidane-bis”, ha messo sula panchina della prima squadra l’allenatore della Primavera, o Castilla come la chiamano a Madrid, Santiago Solari. Anche lui giovane, anche lui ex giocatore e anche lui già inserito nel contesto societario.

E possiamo dire con certezza che le similitudini tra i due finiscono qua poiché, almeno per ora, i risultati del tecnico argentino sono stati a dir poco altalenanti, poiché, ha sì vinto il Mondiale per Club a Dicembre, ma ha anche collezionato una serie di brutte figure come la sconfitta interna per 0-3 contro il CSKA di Mosca, o la sconfitta sempre per 3-0 contro l’Eibar.

Il 2019 di Solari è partito male, infatti oltre alla sopracitata sconfitta contro la Real Sociedad, i Blancos hanno pareggiato la prima partita del nuovo anno per 2-2 a casa di un Villarreal impegnato nella lotta di bassa classifica per non retrocedere.

La questione che preoccupa di più i tifosi del Madrid non sono però i 10 punti di distanza dal Barça primo, ma la gestione di un beniamino come Isco. Infatti dall’arrivo di Solari l’ex Malaga è partito titolare solo per due volte, nessuna delle quali in Liga ma solo nelle poco influenti partite contro il Melilla in Copa del Rey e contro i russi del CSKA. Decisamente troppo poco per un giocatore dalla classe sopraffina come lui che ora minaccia di lasciare la “Casablanca” a Giugno nella remota possibilità in cui Santiago Solari non dovesse essere esonerato.

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Enrico Izzo

Foto: AFP

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