Sibila la siepe, scossa
Dall’apatico arieggare
Della notte, abbacinata
Dal satellite di latte;
Un abbaio rompe la
Quiete.

Oltre essa siede la valle,
Coltre nera, pelle del tacito
Colle dove si perdono le gialle
Stelle, dove il cuore si spaura
E trema, senza trovar mai
Quiete.

Qui restano soltanto la fede
E i lumi, che ardono nei muti
Alberghi, agli arditi e
Ignari pionieri dell’Ignoto,
Dove regna l’eterna
Quiete.

Danilo Iannelli


Immagine in evidenza: L’isola dei morti (seconda versione, 1880), Arnold Böcklin

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