Propositi

Riciclare. Informarsi sul pericolo della plastica e della strumentalizzazione sociale che le grandi multinazionali hanno esercitato sul popolo nel corso della storia. Cercare un modo per andare a vivere a Berlino.

Intervenire in una discussione senza aver sentito nemmeno una parola di quello che si stesse dicendo prima e pretendere di aver trovato il bandolo della matassa. Esplorare. Camminare a piedi nudi nel parco. Scoprire un posto nuovo o riscoprirne uno vecchio.

Suonare. Rimanere senza parole. Contare sino a 100 prima di giudicare e fino a 1000 prima di parlare. Avere la risposta pronta, prima però conviene imparare a contare molto velocemente. Vedere bruciare il mondo.

Ubriacarsi. Ammirare in silenzio la luna piena che oggi sembra così vicina. Seguire la stella più luminosa per ritrovare il cammino. Tenere a mente la nascita di un bambino nato in mezzo al mare, nell’incertezza e nella disperazione. Partire per un nuovo Erasmus.

Urlare. Urlare le proprie idee, certo se sono idee folli non urlatele nel mezzo di una folla o con una telecamera puntata in faccia, qualcuno potrebbe condividerle. Ridere e non sorridere. Rivoluzionare, calmi tutti, non intendo le istituzioni europee o nazionali, intendo la propria stanza o, che ne so, il taglio di capelli. Sognare sino ad estraniarsi.

Surfare e sentire la propria anima purificata dalle onde dell’oceano. Mettersi sempre in discussione anche se si è in piena ragione, nuovi punti di vista o piccoli particolari mai notati potrebbe rivelarsi. Ricordare, senza cadere preda del passato. Provare ad immaginare il passato, presente e futuro come un tutt’uno. Tirare una puzza micidiale in metro e osservare come le persone si scrutano per scovare il colpevole.

Imparare a scrivere di più, non dico tanto ma 72 articoli al giorno giusto per tenersi allenati. Avere una relazione serie e intensa per una settimana, mio nonno diceva che bastano due spaghetti per conoscere una persona, in una settimana sai le spaghettate. Assistere alla pace del mondo, alla fine delle carestie o per il momento accontentarci di ritrovare un po’ di buon senso.

Descrivere senza fare il furbo. Conoscere persone dotate della concretezza di sguardo e di ironia. Imparare il serbo così da poter cantare le canzoni turbofolk trash, e dai che tutti in fondo ne abbiamo un po’ bisogno, anche se probabilmente non avete idea di cosa si stia parlando. Partecipare a Woodstock 2019. Si e aggiungiamo anche partecipare al concerto senza postare foto su Instagram.

Cercare di capire come è possibile che la Spal non sia prima o come mai Petagna non abbia segnato più di Cristiano Ronaldo. Correre. Scivolare come il vento. Arrampicarsi su un albero. Indossare mille maschere pirandelliane senza perdere se stessi. Riconoscere il dolore di qualcuno nascosto dietro ad un colpo di tosse. Leggere. Comprare un libro, il perché è relativo. Dare forma ai pensieri.

Informarsi, sempre, informarsi ascoltando, toccando, sentendo, intuendo, ricercando, discutendo, informarsi chiedendo, perché è proprio l’informazione a renderci liberi.

Oscar Raimondi

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