2018: Odissea nello dazio

Sembra incredibile, ma siamo al secondo appuntamento con la serie delle Odissee. Non sembrerà forse un gran risultato, ma se si considera che la cadenza è annuale non sembra poi un traguardo da poco. Se si dà un’occhiata al primo episodio, 2017: Odissea nello strazio, già a partire dal titolo la mano del lettore sarà irresistibilmente attratta verso i testicoli, impulso che si farà via via più pressante man mano che si scorrerà l’elenco degli eventi salienti dell’anno preso in analisi, essendo essi perlopiù attentati e stragi. Non pochi saranno comunque quelli che non si gratteranno, preferendo una più sobria toccata al ferro. Fortunato l’X-Man Colosso che con un tocco solo potrà fare entrambe le cose.

Quest’anno cercheremo di dare un taglio diverso all’articolo, date anche le numerose lamentele pervenutemi da centri ospedalieri di tutta Italia a causa dell’alto numero di ricoveri dovuti ad abrasioni.

In fondo, come si può essere del tutto seri in un anno in cui la prima notizia rilevante arriva il 22 gennaio, quando George Weah, bomber ammirato in Italia con la maglia del Milan, viene eletto presidente della Liberia?

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Due giorni dopo sulla rivista Cell viene annunciato che in Cina i macachi Zhong Zhong e Hua Hua sono i primi primati a essere clonati con successo a partire da una cellula umana adulta, battendo contestualmente il record di ripetizioni in una singola frase.


A febbraio Nikos Anastasiadis viene rieletto per il secondo mandato mandato consecutivo a Cipro, nella completa indifferenza del resto del mondo. Il 26 dello stesso mese un terremoto di magnitudo 7.5 sconquassa la Papua Nuova Guinea uccidendo 160 persone, ma avevo detto che non avrei parlato di tragedie e quindi vado avanti.

Quattro marzo, elezioni politiche in Italia. Cazzo, mi son smentito da solo dopo appena 6 parole.

L’undici aprile 257 persone perdono la vita nel disastro aereo di Boufarik, in Algeria. Okay, si era detto niente tragedie, ma sfido voi a trovare almeno un evento interessante al mese in un anno talmente poco movimentato da far sembrare al confronto una pescata al laghetto un concerto dei Led Zappelin.

A maggio da sessantatreesima edizione dell’Eurovision Song Contest si tiene in Portogallo e viene vinto per la prima volta da Israele, lasciando due interrogativi: 1) Che minchia ci fa Israele in una competizione europea? E 2) Che minchia abbiamo fatto questa primavera?!

A giugno la sonda automatica dell’Agenzia spaziale giapponese Hayabusa 2 raggiunge l’asteroide 162173 Ryugu, toccando nuove vette del sushi take away. Tra l’otto e il nove dello stesso mese in Québec si tiene il quarantaquattresimo vertice del G7, in un luogo abbastanza sconfinato da riuscire quasi a contenere l’ego di tutti i 6 leader partecipanti più quello di un tizio che passava di là dicendo di chiamarsi Giuseppe Conte e di essere l’Avvocato degli Italiani ®.

Il 6 luglio entrano in vigore i dazi al 25% su 34 miliardi di prodotti importati negli Stati uniti e i relativi contro-dazi imposti dalla Repubblica Popolare Cinese. Scoppia la Guerra dei dazi, si minacciano escalation, l’economia di mezzo mondo trema, fino a quando a dicembre non verrà annunciata la tregua. Non è da escludere che possa finire tutto a tarallucci e involtini primavera, ma intanto il titolo per questo articolo è fatto. Hallo Donald, thank you.

tenor

Il 27 dello stesso mese si verifica la più lunga eclissi lunare del XXI secolo, dato che neanche la Luna vuole vedere lo stato di bassezza in cui è sprofondato il mondo.

Ad agosto il presidente del Venezuela Nicolás Maduro esce incolume da un attentato effettuato con droni carichi di esplosivi, dimostrando di essere l’anello di congiunzione tra un politico e un film di Bruce Willis.

A settembre pare non essere accaduto nulla di significativo. O almeno niente che sia riportato nel’elenco degli eventi su Wikipedia. E dai, mica pensavate che me li ricordassi tutti a memoria, no? Considerate che per scrivere il mio nome alla fine dell’articolo spesso e volentieri consulto la patente che ho in tasca.

Il 7 ottobre si svolgono le elezioni generali in Brasile, vinte da Jair Bolsonaro, che da lì a poco si renderà protagonista del più divertente contro-operazione di intelligence internazionale della storia, coadiuvato dal compare Salvini. Che comunque non ha ancora capito bene perché sia così importante l’estradizione di Battisti: farsi scrivere le canzoni da Mogol è punibile con l’ergastolo? Voi che ne dite, Amici?

Il 4 novembre si tiene il referendum per l’indipendenza della Nuova Caledonia dalla Francia, con il No che trionfa con il 56,4% dei voti. Entusiasta la reazione di Parigi: “Ah ma perché era ancora roba nostra?”
Il 20 novembre il mondo si ferma per festeggiare il primo anniversario della nascita de La disillusione.

Per quanto riguarda il mese di dicembre potrei essere costretto a tornare a parlare di tragedie, tra i sei morti nella discoteca di Corinaldo durante il concerto di Sfera Ebbasta e le cinque vittime dell’attentato a Strasburgo, ma fortunatamente riesco per l’ennesima volta a sorvolare – come ho fatto per la scuola di Parkland, il ponte Morandi o l’uragano Florence – e a concentrarmi su un altro evento: il 31, tra i festeggiamenti generali, il 2018 finisce.

Paolo Palladino

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