La questione dell’età non vi ha mai soddisfatti poiché dentro di voi sapevate di essere più maturi ma non potevate sfoggiare la vostra vecchiaia interiore con un corpo ancora in salute e giovane?

Perfetto, se siete uno di quelli che iniziano le frasi con “Tanto tempo fa” o “Ai miei tempi le cose erano diverse” anche se avete 20 anni, potete trasferirvi in Corea del Sud.

La Corea del Sud, oltre ad essere famosa perché è vicina ai simpaticoni della Corea del Nord guidata dal perfetto leader Kim Jong-Un e per le boy band che stanno prendendo moda anche nel nostro irridente continente (e non solo), è famosa anche per una sua peculiarità riguardante l’età dei suoi cittadini.

Infatti i coreani hanno due età diverse, una detta appunto coreana (che varia di un anno o due) e una internazionale. Questo fenomeno prese piede in Cina alcuni secoli fa, e si diffuse in Vietnam, Corea e Giappone. Ai giorni nostri in Cina e in Vietnam è di uso comune solo tra le persone anziane, invece in Corea è in utilizzo da tutti i suoi abitanti. Ma come funziona?

 In Corea alla nascita si ha già un anno, e se ne “ottiene” un altro il primo di gennaio, ovvero ogni capodanno. In termini semplici: nasci l’1 dicembre e hai già un anno d’età; passa un mese e ci ritroviamo all’1 di gennaio, hai già due anni. Invece se nasci il primo di gennaio, questo viene riconosciuto come un anno di età. Per questo motivo ci sono differenze di un anno o due rispetto all’età internazionale delle persone.

Questo fenomeno non comporta semplicemente una differenza d’età a livello puramente tradizionale, ma influisce anche sui loro aspetti sociali con le varie persone.

In Corea infatti se sei più vecchio anche di un solo anno le persone cambieranno modo di rapportarsi con te, a causa del rispetto molto profondo che provano verso gli anziani, concetto radicato nelle radici della loro cultura. Ci si comporterà in modo totalmente diverso quando si mangia o si beve con chi è più anziano di noi. Detto ciò, anche i coreani ormai si stanno facendo influenzare dalle mode occidentali poiché vorrebbero scegliere la loro età internazionale per sembrare più giovani.

“A nessun piace essere vecchio” dice un ragazzo coreano in un’intervista di Buzzfeed. Triste realtà dove neanche a loro piace il rispetto che porta la vecchiaia (sigh), ma noi impavidi guerrieri con le cataratte nel cuore e le ossa scricchiolanti già a vent’anni non demordiamo l’influsso del “ giovane è bello”, ma rimaniamo stoici e decisi in ciò che il nostro cuore vuole, perché in fin dei conti è un privilegio essere anziani. Come diceva un vecchio detto: “La vecchiaia è un dono che non spetta a tutti”.

Elson Dauti

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