Golfo

Nel mediano del Golfo che divide
In due discendenti lingue di terra
Dal mio petto le braccia ti cingono,
creatura dall’indole di mare

E nel farlo, divento un tutt’uno
alla città fusa all’Elemento,
La calura dei corpi che fondono
Spegne il gelo portato dal vento.

Le inquiete paure per cui tremi,
Vanno via con le onde increspate
Su un mozzo a mollo con i remi,
In porto dopo le fredde nottate

Nel luogo bagnato tra la scogliera
E la banchina rocciosa sul mare
È il covo della bocca di sera,
Umida e buia per affogare;

In lontananza, due barche a vela
Con i loro tralicci cigolano,
Mosse come noi sull’ esile sedia
Mimandoci nel suono, si baciano.

Manuel Torre

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