Nella splendida cornice del Roma Convention Center, dal 5 al 9 dicembre si è tenuta la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più Libri Più Liberi; tra i tanti e interessanti eventi tenutisi, ho avuto la fortuna di poter assistere a “Arrivano i barbari” del 7 dicembre; Bruno Manfellotto in un dialogo con Giovanni Orsina, politologo e professore ordinario di storia contemporanea alla LUISS Guido Carli di Roma, ha moderato un dibattito sulla possibilità di “civilizzare” politicamente i “barbari” populisti della Lega e del Movimento 5 Stelle, ovvero della loro possibile integrazione nel contesto politico attraverso il richiamo metaforico e storico della civilizzazione e dell’integrazione all’interno dell’Impero Romano delle popolazioni esterne al limes. 

Il discorso, inizialmente centrato sul Movimento 5 Stelle, ha ben presto riguardato entrambe le forze populiste che guidano l’attuale governo.
Orsina infatti vede la nascita e, soprattutto, l’improvvisa e inarrestabile crescita dei movimenti populisti come il sintomo di un’irreversibile crisi della rappresentanza democratica all’interno del mondo politico italiano: questa crisi, nata già nel ’92 con Tangentopoli, secondo Orsina non è mai stata riassorbita del tutto ed è giunta, con diverse caratteristiche, fino ai nostri giorni.

Per il politologo questa crisi è un problema reale, del quale il Movimento 5 Stelle sarebbe un sintomo e non, come vorrebbero molti, una causa. I grillini risponderebbero dunque a un’esigenza concreta dell’elettorato italiano, andando a dar risposta a determinati problemi creatisi nel mondo politico italiano. I principali propulsori dei movimenti populisti sarebbero per Orsina la crisi della figura del politico di professione e la sfiducia nei corpi tecnici dell’amministrazione (si pensi ad esempio alla Commissione Europea) che sono stati sempre più politicizzati, andando a far percepire una sottrazione di potere nei confronti dei governi. Questa crisi della rappresentanza democratica avrebbe come soluzione, secondo il punto di vista grillino, il sistema della democrazia diretta – che però, almeno per il momento, sembra essersi inceppato.

Questa sfiducia, unita all’eccessiva velocità che ha preso la politica oggigiorno, ha dato vita ad una singolare forma di nuovismo politico: non importa quali competenze un politico abbia – che anzi sembrano diventate una zavorra – ma quanto questo si mostri ‘nuovo’ nel panorama politico, andando a discriminarsi dalle forze politiche tradizionali colluse con le forze tecniche che opprimono i governi.

Di fatto proprio l’antipolitica – nella sua critica ai partiti tradizionali e al politico di professione –  e il desiderio di ridare forza alla politica, andando a liberarsi dai vincoli imposti dai poteri tecnici, ha dato forza al populismo: non a caso, ricorda Orsina, il Movimento 5 Stelle ha subito un esponenziale incremento di consensi tra il 2012  e il 2013, il quale è contemporaneo al governo Monti, un governo appunto tecnico, il quale ha fatto dei vincoli tecnici imposti dall’Europa il denominatore comune delle proprie operazioni ed ha certamente esacerbato i sintomi della crisi politica già in atto.

Secondo Orsina, Lega e Movimento 5 Stelle non avrebbero in comune, per ideologia, troppe caratteristiche: ciò che li accomuna è appunto la spinta antipolitica e la capacità di incanalare e cavalcare l’onda di questa crisi; la Lega infatti, il più antico partito italiano, ha saputo rinnovarsi agli occhi dell’elettori e, attraverso la propaganda di Salvini, andarsi a proporre come partito nuovo, in grado di opporsi alla casta dei tecnocrati e dei partiti tradizionali al pari del Movimento 5 Stelle. Questo è il principale punto di contatto tra i due: la volontà di ridare forza alla politica andando a violare i vincoli imposti dai poteri tecnici.

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“Arrivano i barbari”, Sala Vega, Roma Convention Center, 7 dicembre 2018

Se lo stesso Orsina ammette che ciò in parte è vero – ossia che sovente ai governi vengano posti eccessivi vincoli alla loro discrezionalità politica – di certo però, ha concluso, che non è questa la soluzione alla crisi politica in atto: c’è necessità di ritrovare il giusto equilibrio tra i sostenitori assoluti dei vincoli tecnici e coloro che invece pretendono di far politica semplicemente andando ad infrangerli. Il Movimento 5 Stelle, secondo Orsina partito camaleontico, sta prendendo sempre di più i colori della Lega condividendoci il governo: ma se la Lega appare più organizzata in un piano di recupero della sovranità sottratta – al quale comunque, avvisa Orsina, manca un piano concreto nel caso di un’eventuale uscita dall’Euro – i grillini invece appaiono meno preparati e più atti all’improvvisazione.

Concludendo, Orsina ha sostenuto che il Movimento 5 Stelle si trova in un momento cruciale della sua esistenza politica: la partecipazione all’attuale governo al fianco della Lega è una vera e propria prova del fuoco e le sue sorti dipendono in larga misura da cosa accadrà nei prossimi mesi ed è strettamente legato alle decisioni della Lega e alla capacità di riorganizzazione del PD.

In un dialogo molto piacevole, Orsina riesce a dare a mio avviso una lucidissima analisi del mondo politico italiano e della sua crisi, andando ad analizzare il fenomeno populista senza scadere mai nel banale, evitando di trincerarsi su posizioni predefinite e riuscendo ad osservare la politica contemporaneamente dall’alto – in una posizione quasi super partes – e dal basso, ovvero cogliendo a pieno il malessere e il malcontento nei confronti della politica tradizionale dell’elettorato italiano. La soluzione dunque, per Orsina, non è minimizzare e snobbare i movimenti populisti, ma tentare di “civilizzarli” – cosa che sarebbe dovuta accadere già tempo fa, secondo il politologo, ad opera del PD – per ritrovare un equilibrio tra potere politico e potere tecnico ormai smarrito nelle forze politiche del nostro Paese.

Danilo Iannelli


https://www.ilfoglio.it/politica/2018/08/24/news/romanizziamo-i-barbari-dice-orsina-su-lega-e-m5s-210891/

https://www.ilfoglio.it/politica/2018/09/16/news/manca-unopposizione-in-grado-di-romanizzare-i-barbari-gialloverdi-213614/

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