Un’ora di treno,
Torno a casa
Penso
A cos’è stato.
La tua mano
Mi ha sfiorato
E lo serbo
Come memoria felice,
Un solco scavato.
Ho l’impressione
Infima di aver ricevuto
Poco da raccontare
Dalla vita,
E quando vivo un momento
Io già ricordo,
Già immagino
Come sarà
Quando sarò lontano
Lo scorrere delle tue dita.
Non ho schermi
Tra il pensiero che agisce
O che sta subendo,
E la memoria che richiede
In una peritura retrospettiva
Immagini da assimilare,
Un’osmosi di passato
Presente e futuro
Costituisce il mio tempo,
Proiettato sempre
Verso qualcosa che non so,
Tu mi fermi a vivere
Facendomi dimenticare
Di ricordare.

Manuel Torre

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