Recensione: CIRCE di Madeline Miller (2018)

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L’arte dell’antichità greca è ancora rilevante oggi? Ogni pezzo di arte, determinata una data precisa, sarà eventualmente valutato dalle società postume e molto probabilmente considerato “obsoleto” e “irrilevante”. Domande come questa sono state poste molte volte, e mentre lo storico valore di quei pezzi è innegabile, la posizione di tale arte nella società potrebbe vacillare. Madeline Miller, autrice del romanzo best-seller The Song of Achilles, ha risposto a questa domanda con un altisonante due volte ora. Dopo il suo successo con The Song of Achilles, ha scritto un secondo romanzo che esplora una fazione dell’epica di Omero: Circe, che è destinato ad essere di successo come il suo primo.

Madeline Miller ha conseguito entrambe le sue lauree triennale e magistrale in Lettere classiche alla Brown University, e ha una lunga storia di insegnamento di greco e latino nei licei. Ha inoltre studiato come adattare i lavori classici alla società moderna. Da studentessa classica, si occupa di descrivere entrambi sensazione e tono dell’epica dell’Antica Grecia ma contemporaneamente rende la sua trama incredibilmente rilevante nella nostra società. Le sfumature nei suoi scritti catturano l’interesse dei lettori e si relazionano al moderno discorso sui diritti e l’identità mentre mantengono ancora un’impostazione antica autentica.

Il primo romanzo della Miller, The Song of Achilles, è stato un immenso successo e ha vinto nel 2012 l’Orange Prize per il romanzo, che è ora chiamato Women Prize, il romanzo stesso è diventato un bestseller quasi immediatamente. Miller esplora le più sottili sfumature dell’Iliade di Omero, soprattutto la molto discussa natura del rapporto tra Achille e Patroclo, e racconta una storia con così tanta profondità e forza che ogni lettore ne sarà immediatamente attratto.

Senza bisogno di dirlo, l’eccitazione per il suo secondo romanzo è stata enorme. Circe è semplicemente seducente come The Song of Achilles, la stessa energia acchiappa il lettore una volta che prende il libro ed è davvero difficile posarlo di nuovo. Circe narra la storia della maga Circe, conosciuta dalla mitologia greca e ovviamente, dall’Odissea di Omero, una figlia del dio del sole, Elio. Sebbene pensata per essere ordinaria nell’apparenza e nella mente, Circe finalmente scopre i suoi poteri e viene cacciata dalla casa di Elio ed esiliata su un’isola remota, Aiaia. Lì studia i suoi poteri e bada a sé stessa, ma alla fine viene rigettata nel mondo, che è difficile e spietato, soprattutto per una donna da sola. Confrontata con l’uomo e con la furia divina, impara a proteggere sé stessa e quelli intorno a lei, ma è anche forzata ad assicurarsi il suo posto nel mondo.


L’inebriante stile di scrittura della Miller da solo renderebbe questo libro un bestseller, ma la sua stupefacente abilità a scrivere ogni personaggio come vivido e reale il più possibile crea un’atmosfera ancora più da togliere il fiato. Considerato che Omero ha dedicato solo davvero poco spazio a Circe e alla sua storia, Miller si occupa di trsformare quelle poche righe in un avvincente romanzo che è così rilevante e importante per le questioni moderne, soprattutto il femminismo, che quasi ferisce. Sebbene si relazioni notevolmente con i problemi moderni, Miller tuttavia mantiene il tono brutale e chiuso dell’Antica Grecia, che rende l’esperienza della lettura surreale ma allettante. Circe è il perfetto esempio di come le antiche e le nuove idee e concetti possono lavorare insieme tranquillamente se sono composte dalla giusta persona, e come la letteratura classica sia ancora rilevante, soprattutto quando è presentata nel giusto modo. Ognuno potrà godersi Circe, non importa l’età, il sesso o l’educazione.

Lea Hüntemann
Traduzione di Martina Moscogiuri

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