Nata ribelle: la storia di Gerda Taro

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Gerta Pohorylle nasce in Germania il 1° agosto del 1910 da una famiglia di origini ebraiche polacche. Ricordata come figura emblematica della lotta contro il Nazismo, sperimenta sulla sua pelle l’odio che il regime le riservava non solo in quanto ebrea, ma anche in quanto donna politicamente attiva e dissidente. Arrestata per la distribuzione di volantini sovversivi, diventa velocemente un punto di riferimento anche per le sue compagne di cella grazie al suo carattere particolare. Dopo essere uscita dal carcere si trasferisce a Parigi, città viva e cuore intellettuale dell’Europa di quegli anni. Qui conosce Endre Friedmann, fotografo di origini ebraico-ungheresi, il quale la avvicina ulteriormente alla fotografia e diviene il suo compagno di vita.

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L’ombra dell’ideologia nazista giunge presto anche in Francia e i due si trovano costretti a creare degli pseudonimi per poter continuare a pubblicare le loro foto sulle riviste francesi: Robert Capa e Gerda Taro. Fu proprio Gerda a inventarsi la storia di questo famoso fotografo americano chiamato per l’appunto Robert Capa, ottenendo un successo spropositato e l’interesse di tutte le riviste grazie alla curiosità che il personaggio emanava.

Insieme decidono di partire e documentare la Guerra Civile Spagnola. Gerda si dimostra molto presa dalla causa tanto che è presente non solo nelle retrovie, ma anche durante gli scontri veri e propri.

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Gerda Taro – Due  bambini sulla barricata, 1937

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Gerda Taro, Davanti all’obitorio dell’ospedale di Valencia, 1937

I suoi lavori vengono però pubblicati dietro il nome del suo compagno, Capa, situazione che la porta a rifiutare la sua proposta di matrimonio e scegliere di lavorare da sola, nonostante l’amore che entrambi continueranno a provare. Ottiene velocemente la fama meritata grazie alle pubblicazioni su Life, Volks Illustriert e Regards, ma purtroppo quelli saranno i suoi ultimi reportage. Gerda muore a soli 26 anni il 26 luglio del 1937 quando il convoglio dove viaggiava venne bombardato dai tedeschi. Caduta a terra, viene schiacciata dai cingoli del carro armato. Negli ultimi attimi della sua vita, Gerda continua comunque a preoccuparsi delle sue macchinette e dei suoi rullini.

Figura importantissima non solo nella fotografia, ma anche nella lotta antinazista e antifascista, Gerda solo negli ultimi anni sta riacquistando la fama che merita anche grazie al lavoro di recupero delle sue foto attribuite erroneamente a Capa. Tenace, ribelle e amante della libertà fa parte di quel gruppo di donne che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale decisero di battersi in prima linea per preservare quei valori che tanto le distinguevano.

Gerda Taro_Photo Robert Capafoto di Gerda, scattata da Robert Capa

Jovana Kuzman

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