Oscillo in verticale
Tra abissi e firmamenti,
Vortici di pressioni
E rarefatti turbinii.
Voglio scoprire
E soverchiare superfici,
Entrare nelle crepe
Del cielo,
Nelle nuvole
I vuoti bianchi delle vernici.

Voglio strappare la terra
Tirandola
Per un filo d’erba
E bagnarmi di sottofondo.
Voglio vedere l’oltre
Dei limiti del mondo.
Mi serve
Un terremoto del cielo,
Semi azzurri di lapislazzuli
Che piantino il loro stelo.
Così fiorisce un segreto
E si rivela
Dalla scorza del terreno.

Arriva qui
Dove tutto è sabbia
Mutevole
Che brucia gli occhi delle persone,
Dalle fonti di un sconosciuto
Infinito;
Così come brucia
Quest’istinto
Che vede nel mondo
Un suo clone,
Disegnato e spiegato
Dall’impugnatura
Del polso
Fino all’ultimo
Dito.

Manuel Torre

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